Daily Archives: 18 Agosto 2021

Cielo di Scozia

18 Agosto 2021

I gruppi di versi che verranno pubblicati da qui in avanti sono stati scritti durante il mio soggiorno ad Edimburgo.Seguiranno la data di stesura. Sarà possibile notare un cambiamento se non nello stile, nell’atteggiamento di fronte alla vita ed al concetto di valore dell’uomo. Mi sono deciso solo adesso a pubblicarli per rendere evidente come l’uomo evolva e come tale evoluzione non sia un continuum, ma fatto di arresti, ritorni  e progressioni in avanti. Tutto nella oscurità del nostro essere. Non sempre infelice o triste. Costante è la domanda di sé e la nostalgia del perduto.

17 agosto 2021

 

Lingue di fuoco

sono le nuvole,

e draghi rossati

invadono il cielo.

Né santi né condottieri

necessitano i gabbiani

che loro volan vicino

Edinburh  marzo 1987

Ciro Gallo

Causa

 Ora io so che

nessun farmaco può

lenire la mia ansia

e controllare la mia angoscia.

Ora io capisco che

tu mai hai amato.

Ora io intuisco la causa

della mia sofferenza.

Non sentirti in colpa per favore!

La tua sorgente è secca

e la mia dissangua  inutile

rosso amore.

Edinburgh 1987

Ciro Gallo

Tempo di maggio

Questo tempo ricordo

che io ero giovane,

e leggevo Lucrezio

in riva al mare,

e Venere nel mio corpo entrava

con i raggi del sole,

ed accarezzanti parole

suggeriva sui miei capelli

con la brezza del mare.

Questo tempo ricordo

che era maggio,

ed il giallo del prato

mi vestiva,

e l’azzurro colorava i miei pensieri

di speranze future e di sogni.

Questo tempo ed i miei amori

ho vissuto,

in un pomeriggio lontano,

al calore del sole,

assopito sul tuo grembo

di  immaginata amante

Edinburgh 13 maggio 1987

Ciro Gallo

Orgoglio

Ti accorgerai chi sei

quando di te

faranno pezzi,

nell’umidume di una sala anatomica,

e la tua anima sarà assunta in cielo,

uscita dal buco del culo.

La tua linfa, il tuo palpitare,

saranno sparsi, schizzati

su un tavolo ghiaccio,

mescolati al rumore di sega

che ti taglia il costato,

e alle tue viscere maleodoranti.

Un olezzo dolciastro uscirà

dalla tua carcassa

e ti stupirà insieme all’attenzione

che molta gente ti pagherà ora

da morto.

Non realizzerai che sei tu quello che

stanno tagliando, pesando, soppesando, scrutando, esaminando

e spiegando,

finchè non ti toglieranno

come un unico pezzo

l’orgoglio

dalla scatola cranica,

e allora ti accorgerai

che l’unica cosa dignitosa

che ti resta

sono i peli del pube,

che cercano di nascondere

un sesso pallido, simbolo del tuo potere,

pendulo su cosce esangui,

sparse di chiazze violacee .

Edinburgh 14-8-1987

Ciro Gallo

Trapianto

Improvviso un desiderio di suicidio

irrompe come una salve di extrasistoli nella mia mente,

lasciandomi attonito,

incapace di capire

come fa un bambino di otto anni

ad essere spinto verso la morte,

a provare una corda al collo,

prigioniero dell’ansia,

e crescere controllando questa instabilità,

carceriere di se stesso,

oliando serrature che sempre emettono

suoni stridenti

e ti tagliano l’udito come lamette,

ti riempiono la bocca con sapore di metallo,

e ti fanno sputare pezzi di lingua

sanguinanti.

Mai liberato dall’idea  di una

tempia ecchimotica, bruciata e

con minuscoli frantumi di ossa e

gelatina schizzati a raggiera sui capelli.

E’ possibile che la mia vita,

la mia mente non mi appartenga,

che sia un trapianto di qualcosa

che non è mio?

Che sia un non self che

ha innescato un meccanismo di rigetto,

che non ha successo, lasciando

questa costante lotta dentro di me?

Intervalli di quiete si alternano

a periodi di pensieri sconvolti,

in preda ad agitazione motoria,

che producono una fisica dicotomia del sé

che né farmaci né droghe

riescono a controllare.

Parte di me aspetta , catatonica,

l’esaurirsi di questa sconvolgente confusione,

per riprendere ancora impaurita

a ricostruire la mia vita.

Edinburgh febbraio 1988

Ciro Gallo

Speranze

Non una speranza io ho

realizzato

ed ora non ne ho più,

perché esse nascono dal loro

concretizzarsi.

A volte mi piacerebbe abbandonarmi

come un corpo morto nel fiume

delle speranze,

ma non approdi vedono i miei occhi,

né mete muovono la mia mente.

Da sempre immobile.

Sembra che la corrente,

che trascina ogni cosa,

non abbia forza su di me.

La sento uscire, scorrere,

bagnarmi e perdersi,

lasciandomi secco ed olezzante

di gangrena.

Datemi in prestito

un raggio di luce

che per un momento illumini

l’oscuro umido tunnel della mia vita!

Eserciti di ragni costruiscono

fitte ragnatele galera-sudario

intorno al mio corpo.

Solo qualche foglia cade

a coprirmi la testa

e rinfrescare la mia faccia.

Edinburgh febbraio 1988

Ciro Gallo

Strumenti a fiato

Maledetta musica

che mi riempie di senso di

pochezza,

di desiderio di espansione,

ansia di tranquillità

e finalmente di accettazione

di me.

Mi commuove sentirmi

poco amato da me,

ed invisibili e secche lacrime

rigano e bruciano il mio viso.

Quale annichilimento mi provoca

la mia poca stima!

Non capisco, eppure io non

mi odio!

O forse mi manca la percezione

di me,

il toccarmi, il sentirmi,

l’accarezzarmi, il piacermi .

La mia mente

tenta costantemente di

rubare gli occhi al mio corpo,

lasciandolo nell’oscurità

ad ascoltare questa

dolcissima maledetta musica,

ed umiliarlo.

Per favore strumenti a fiato,

che mi rinfrancano e

mi fan volare  libero nel cielo

in una plastica elasticità,

datemi,

non violoncelli che producono

la dolce agonia del niente.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Follia di me

 Entrare nella tua mente

come uno dei tuoi pensieri

e da un angolo remoto

spiarti ed influenzare

a tua insaputa

i tuoi desideri,

e far nascere in te

la follia di me.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Vino

ll sapore di cipolla

e di champagne

impasta le nostre bocche

in baci sensuali.

Il sudore lubrifica

i nostri corpi ubriachi

che ansimano

in bianche lenzuola,

usandosi reciproca

dolce violenza,

urlando sussurrate

carezze e desideri

di fusione.

Le lingue intrecciate

ripetono i nostri movimenti,

nudi ed incontrollati,

in una costante accelerazione

fino a ruttare l’angoscia

e giacere immobili,

vinti dall’orgasmo

e dal vino.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Polvere 

 

Nel campo è rimasta solo la polvere

cos’è che succede ?

il silenzio rimbomba

nelle orecchie rese sorde

da parole senza costrutto,

solo un articolato di suoni.

Cos’è che succede?

Non mi convince la vostra allegria

figlia di un vino inacidito.

Non è questo tempo di

vendemmie felici !

Cos’è che succede ?

Io ti guardo

ed il desiderio dei tuoi seni

si trasforma in angoscia di

morte!

Nel campo è rimasta solo polvere.

 

Questi versi non hanno né data né il luogo in cui sono stati scritti. Rassomigliano comunque a quelli scritti in Edimburgo. Vengono pubblicati con gli altri perché presuntivamente scritti in quella città.  Cont…%

17 agosto 2021

Ciro Gallo