Archivi: Agosto 2021

Speranze

18 Agosto 2021

Non una speranza io ho

realizzato

ed ora non ne ho più,

perché esse nascono dal loro

concretizzarsi.

A volte mi piacerebbe abbandonarmi

come un corpo morto nel fiume

delle speranze,

ma non approdi vedono i miei occhi,

né mete muovono la mia mente.

Da sempre immobile.

Sembra che la corrente,

che trascina ogni cosa,

non abbia forza su di me.

La sento uscire, scorrere,

bagnarmi e perdersi,

lasciandomi secco ed olezzante

di gangrena.

Datemi in prestito

un raggio di luce

che per un momento illumini

l’oscuro umido tunnel della mia vita!

Eserciti di ragni costruiscono

fitte ragnatele galera-sudario

intorno al mio corpo.

Solo qualche foglia cade

a coprirmi la testa

e rinfrescare la mia faccia.

Edinburgh febbraio 1988

Ciro Gallo

Strumenti a fiato

Maledetta musica

che mi riempie di senso di

pochezza,

di desiderio di espansione,

ansia di tranquillità

e finalmente di accettazione

di me.

Mi commuove sentirmi

poco amato da me,

ed invisibili e secche lacrime

rigano e bruciano il mio viso.

Quale annichilimento mi provoca

la mia poca stima!

Non capisco, eppure io non

mi odio!

O forse mi manca la percezione

di me,

il toccarmi, il sentirmi,

l’accarezzarmi, il piacermi .

La mia mente

tenta costantemente di

rubare gli occhi al mio corpo,

lasciandolo nell’oscurità

ad ascoltare questa

dolcissima maledetta musica,

ed umiliarlo.

Per favore strumenti a fiato,

che mi rinfrancano e

mi fan volare  libero nel cielo

in una plastica elasticità,

datemi,

non violoncelli che producono

la dolce agonia del niente.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Follia di me

 Entrare nella tua mente

come uno dei tuoi pensieri

e da un angolo remoto

spiarti ed influenzare

a tua insaputa

i tuoi desideri,

e far nascere in te

la follia di me.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Vino

ll sapore di cipolla

e di champagne

impasta le nostre bocche

in baci sensuali.

Il sudore lubrifica

i nostri corpi ubriachi

che ansimano

in bianche lenzuola,

usandosi reciproca

dolce violenza,

urlando sussurrate

carezze e desideri

di fusione.

Le lingue intrecciate

ripetono i nostri movimenti,

nudi ed incontrollati,

in una costante accelerazione

fino a ruttare l’angoscia

e giacere immobili,

vinti dall’orgasmo

e dal vino.

Edinburgh marzo 1988

Ciro Gallo

Polvere 

 

Nel campo è rimasta solo la polvere

cos’è che succede ?

il silenzio rimbomba

nelle orecchie rese sorde

da parole senza costrutto,

solo un articolato di suoni.

Cos’è che succede?

Non mi convince la vostra allegria

figlia di un vino inacidito.

Non è questo tempo di

vendemmie felici !

Cos’è che succede ?

Io ti guardo

ed il desiderio dei tuoi seni

si trasforma in angoscia di

morte!

Nel campo è rimasta solo polvere.

 

Questi versi non hanno né data né il luogo in cui sono stati scritti. Rassomigliano comunque a quelli scritti in Edimburgo. Vengono pubblicati con gli altri perché presuntivamente scritti in quella città.  Cont…%

17 agosto 2021

Ciro Gallo

Reharsal

 

Umile, rannicchiato io stavo

in una semi deserta platea,

aspettando che, dai disordinati

fraseggi dell’orchestra,

improvvisa scoppiasse

la speranza e la felicità

e che voi gente del coro

liberaste le vostre voci,

melodiose e variopinte farfalle,

a riempire festanti

the Usher Hall

11.9.1996

Scritti in questa data i versi fanno riferimento al mio soggiorno o ad uno dei miei ritorni ad Edimburgo.

Ciro Gallo

Il senso dell’esistenza

17 Agosto 2021

Le poesie pubblicate di seguito ed un racconto pubblicato in precedenza ( Fave) hanno dato spunto a queste  considerazioni

Mi incuriosisce il fatto che tu mi abbia spedito due poesie molto cupe scritte a distanza di molti anni ma  simili per la loro carica di angoscia, per  il riconoscimento del non senso,  per la dissociazione tra le parole e le cose e l’horror vacui che si traduce in una ossessiva bulimia e assieme a queste due poesie il racconto ancora posteriore in cui c’è è invece una ripresa di ” senso” e in cui il cibo il sesso le origini i luoghi sembrano avere una funzione terapeutica perché ci re-innestano nel ciclo esistenziale del nascere crescere vivere e morire con una tonalità mitopoietica ( grazie al ricordare) in cui ci si può affidare alla primitiva essenzialità e ridurre la carica di angoscia esistenziale.

Ruggero Ruggeri

Questa la mia risposta.

Nel non senso totalizzante dell’esistenza, l’uomo avverte di esserci e quell’esserci è frutto  di una storia  che egli rivive e ricostruisce per dare un senso al suo essere e la richiama . E tale ricostruzione è immaginazione di un senso, giustificazione accettabile dell’esistenza, del non senso, maschera che la rende sopportabile.

Fondamentalmente l’uomo è schizofrenico, soggetto ad un doppio io, quello del non senso e quello dell’illusione  di essere e del proprio significato. Tra essi basculla: la coscienza del non senso dell’esistenza,  le due poesie, e l’immaginazione di un senso del reale  del proprio essere attraverso una ricostruzione delle esperienze anche quelle sensitive, racconto.

Tempi diversi posseggono l’io con le sue facce non costanti.

Capire la genesi del non senso. Se esso sia il vero reale o il frutto della mancanza, insorta nelle prime esperienze neonatali ed infantili,  che abbiamo perso e  irrecuperabili, per questo insistiamo a ricostruirle.

E se ci sia un senso diverso da quello storico, religioso e filosofico, costruzioni fittizie.

Entrambe le poesie nascono da un “senso” di sorpresa. Sono una ribellione.

Tutti i miei scritti originano dalla mancanza, anche le prose. (“Recuperare la mancanza”)

2 agosto 2021

Ciro Gallo

Full to the brim

 

La contingenza dell’esistenza è assoluta, priva di una necessità ad essa esterna  capace di iscriverla nell’ordine (umano) del senso

Da Massimo Recalcati : “Ritorno a Jean Paul Sartre”2020

 

 

Liberar la bulimia

dagli oscuri anfratti del naturale

ed arraffar frenetico

nella fuga espulsione dalla realtà

per riempirsi di azioni

e facili desideri ripetitivi

e colmar l’asistolia dell’essere.

Stiparli fino all’orlo

e farli traboccare

perché l’unico senso del vivere

è capir che la vita 

non ha un senso 

13-giugno 1998

Ciro Gallo

Illusione del reale

Non la paura della morte,

a cui mi sono abituato

per assuefazione e scelta di ragione,

ma l’angoscia del vivere

mi lascia interdetto,

il camminare senza meta,

stanco di una instabilita’

desiderio senza oggetto.

Proseguo negli anni e capisco

ma non mi fermo,

in un automatismo fatto comportamento

ripercorro sempre gli stessi passi,

gli oggetti ormai astratti

scomparsi alla vista.

guardo al mio interno

e non penetro il meccanismo

che mi spinge.

Le mie parole rappresentano

cose che sono altre,

solo i suoni identificativi,

una comprensione fonetica.

I corpi si sfiorano

chiusi anche nella congiunzione

gli sguardi mi illudono

di un concreto reale

che resta fittizio.

Cammino nell’angoscia dell’essere

senza una meta del desiderio,

non conoscenza di me

e del mio moto.

Londra 9 ottobre 2013 

Ciro Gallo

Vorrei

Per quanto io

non m’amo

ti amo

per quanto io

richieda affetto

ti do affetto

per quanto sia

la mia solitudine

ti do compagnia

per quanto sia

il mio dolore

ti do felicità

per quanto io

non viva

voglio che tu

viva.

15 agosto 2021

Ciro Gallo