Non mi faccio
non faccio più
domande
accetto le altrui
verità
anche se sono
bugie.
20 agosto 2021
Ciro Gallo
24 Agosto 2021
Non mi faccio
non faccio più
domande
accetto le altrui
verità
anche se sono
bugie.
20 agosto 2021
Ciro Gallo
Dio
tu
sei
una
domanda inspiegabile
una
nostra
domanda
senza risposta.
Dio
tu
sei
una
nostra pretesa
20 agosto 2021
Ciro Gallo
23 Agosto 2021
Se Caino fosse stato figlio unico…
Fortunato chi non ha fratelli e sorelle.
Largu m’ tegnu
nenti jo sacciu
e nenti vogghiu sapiri
jo restu fora nun
m’ vogghiu ‘nviscari
m’aggrattu a me rugna
nun frequentu autri cani
lascia abbaiari cu
tempu si stanca
a nu cuticchio
succu nun nesci
puru se u spremi
a manu dritta e manca,
nun c’è ragiuni
a certi pritisi
nun c’è ragiuni
di dari tirrenu
a cu si voli puru
l’autri purtari ‘nto
so disiu d’si sfasciari
vecchia e sta storia
avi tant’anni
che ci vo fari
nun t’inviscari.
20 agosto 2021
Ciro Gallo
22 Agosto 2021
Quando, incerto su come proseguire gli studi, ora che le era passato il desiderio di farmi diventare prete, mia madre mi diceva:
“Fatti dutturi me figghiu. U dutturi è peri d’ sordi”.* Ed io, arrivato per via traversa, il dottore lo ho fatto.
Tanti frutteti avevo davanti ma acerbi mi sembravano i frutti e solo pochi ne ho voluto cogliere, non per punirla. Dalla linfa degli altri acquistavano fioritura quegli alberi.
Dolcemente ancora mi stupisco di come mia madre non avesse capito di aver generato quella parte di sé, diversa da ciò che mi diceva a parole
*Fatti dottore figlio mio. Il dottore è un albero di soldi.
20 agosto 2021
Ciro Gallo
Nun disprizzari
la petra minuta..
Qualcuno l’aveva lasciata là di certo la notte, preso da un bisogno impellente. Timida, vergognosa cercava di mimetizzarsi tra le erbe, per l’odore che emanava e la forma che aveva. Sperava che a lungo durasse il buio per scomparire agli occhi di tutti. Ma il giorno arrivò e la luce la scoprì alla vista, alle mosche e agli insetti. Sprofondare voleva per l’imbarazzo. Tutto intorno le sembrava mostrasse il non piacere di averla vicino. Più di tutti un terreno con la sua aggrovigliata erba le gridava : “Come osi? Allontanati subito!” Sperò, desiderò e ottenne. Si trovò sotto uno stecco, piantato lontano dal verde del prato. Si acquietò, nessun commento, nessun rimbrotto veniva. Il tempo passava, qualche goccia cadeva ed essa si scompose nei suoi elementi. Vigore prendeva lo stecco, inverdiva di giovani foglie. Nascosto un bocciolo comparse che sbocciò in un profumatissimo fiore, che guardava l’inospitale terreno invaso da quella sua erba nodosa, nota come gramigna.
19 agosto 2021
Ciro Gallo
18 Agosto 2021
I gruppi di versi che verranno pubblicati da qui in avanti sono stati scritti durante il mio soggiorno ad Edimburgo.Seguiranno la data di stesura. Sarà possibile notare un cambiamento se non nello stile, nell’atteggiamento di fronte alla vita ed al concetto di valore dell’uomo. Mi sono deciso solo adesso a pubblicarli per rendere evidente come l’uomo evolva e come tale evoluzione non sia un continuum, ma fatto di arresti, ritorni e progressioni in avanti. Tutto nella oscurità del nostro essere. Non sempre infelice o triste. Costante è la domanda di sé e la nostalgia del perduto.
17 agosto 2021
Lingue di fuoco
sono le nuvole,
e draghi rossati
invadono il cielo.
Né santi né condottieri
necessitano i gabbiani
che ad essi volan vicini
Edinburh marzo 1987
Ciro Gallo
Ora io so che
nessun farmaco può
lenire la mia ansia
e controllare la mia angoscia.
Ora io capisco che
tu mai hai amato.
Ora io intuisco la causa
della mia sofferenza.
Non sentirti in colpa per favore!
La tua sorgente è secca
e la mia dissangua inutile
rosso amore.
Edinburgh 1987
Ciro Gallo
Questo tempo ricordo
che io ero giovane,
e leggevo Lucrezio
in riva al mare,
e Venere nel mio corpo entrava
con i raggi del sole,
ed accarezzanti parole
suggeriva sui miei capelli
con la brezza del mare.
Questo tempo ricordo
che era maggio,
ed il giallo del prato
mi vestiva,
e l’azzurro colorava i miei pensieri
di speranze future e di sogni.
Questo tempo ed i miei amori
ho vissuto,
in un pomeriggio lontano,
al calore del sole,
assopito sul tuo grembo
di immaginata amante
Edinburgh 13 maggio 1987
Ciro Gallo
Ti accorgerai chi sei
quando di te
faranno pezzi,
nell’umidume di una sala anatomica,
e la tua anima sarà assunta in cielo,
uscita dal buco del culo.
La tua linfa, il tuo palpitare,
saranno sparsi, schizzati
su un tavolo ghiaccio,
mescolati al rumore di sega
che ti taglia il costato,
e alle tue viscere maleodoranti.
Un olezzo dolciastro uscirà
dalla tua carcassa
e ti stupirà insieme all’attenzione
che molta gente ti pagherà ora
da morto.
Non realizzerai che sei tu quello che
stanno tagliando, pesando, soppesando, scrutando, esaminando
e spiegando,
finchè non ti toglieranno
come un unico pezzo
l’orgoglio
dalla scatola cranica,
e allora ti accorgerai
che l’unica cosa dignitosa
che ti resta
sono i peli del pube,
che cercano di nascondere
un sesso pallido, simbolo del tuo potere,
pendulo su cosce esangui,
sparse di chiazze violacee .
Edinburgh 14-8-1987
Ciro Gallo
Improvviso un desiderio di suicidio
irrompe come una salve di extrasistoli nella mia mente,
lasciandomi attonito,
incapace di capire
come fa un bambino di otto anni
ad essere spinto verso la morte,
a provare una corda al collo,
prigioniero dell’ansia,
e crescere controllando questa instabilità,
carceriere di se stesso,
oliando serrature che sempre emettono
suoni stridenti
e ti tagliano l’udito come lamette,
ti riempiono la bocca con sapore di metallo,
e ti fanno sputare pezzi di lingua
sanguinanti.
Mai liberato dall’idea di una
tempia ecchimotica, bruciata e
con minuscoli frantumi di ossa e
gelatina schizzati a raggiera sui capelli.
E’ possibile che la mia vita,
la mia mente non mi appartenga,
che sia un trapianto di qualcosa
che non è mio?
Che sia un non self che
ha innescato un meccanismo di rigetto,
che non ha successo, lasciando
questa costante lotta dentro di me?
Intervalli di quiete si alternano
a periodi di pensieri sconvolti,
in preda ad agitazione motoria,
che producono una fisica dicotomia del sé
che né farmaci né droghe
riescono a controllare.
Parte di me aspetta , catatonica,
l’esaurirsi di questa sconvolgente confusione,
per riprendere ancora impaurita
a ricostruire la mia vita.
Edinburgh febbraio 1988
Ciro Gallo