Brevissima favola ideologica.

25 Agosto 2026

C’era un tempo e

c’è ancora.

 

All’inizio fu la Torre di Babele, altissima fino a Dio, orgoglio degli architetti, dove la perdita di un mattone valeva più della vita di un uomo  che cascava dall’impalcatura. Poi furono  le Piramidi, costruzioni  gloria dei faraoni, dove un blocco aveva più valore  degli schiavi che lo portavano fino in cima. E poi templi, archi, colossei e prigionieri di guerre.

Grandi regie furono costruite in età moderna, dove re, regine, dittatori mostrarono il loro lustro. Ed in quella contemporanea i grattacieli, sfida ora consentita da Dio. Regni di un potere imperiale. Splendide costruzioni, opere d’arte. Vanto dell’umanità. Non tutta intera.

Come formiche uomini avevano lavorato. Tutti uguali anonimi come le formiche. Costruttori di meriti altrui. Mai presenti alla vista. Passati. Inosservati. Non riconosciuti. Mezzi di fini per altri e dei loro privilegi. Mai partecipi. Mano d’opera.

Compiaciuto e fiero  procede. Tutto fá. Tutto decide. Tutto dentro di sé. Padrone. Dispone, dispensa. Ragiona, sragiona.  Svaria, inventa,  crea. Aristocratica torre, piramide, grattacielo, che tutto tien sotto. Ammirato, riverito. Una riconoscenza totale gli si attribuisce. Da lui tutto dipende il comportamento del corpo. Il supremo : il Cervello.

Palpita, pulsa quell’altro. Si considera sede di amore, Si bea di ciò che da lui si crede scaturisca. Batte, corre, rincorre, accelera. Ti sbatte nel petto, in combutta  con quell’altro ad ogni sensazione. Abitano in alto. Hanno una casa granitica che li protegge, cuore e cervello. Tutta in loro è la gratitudine, come se altro nel corpo non ci fosse.

Lavora quasi muto quell’altro organo. Macina, sminuzza, raffina, rende semplice il complesso. Si industria per rendere agevole l’utilizzo di sostanze indispensabili, oltre che al resto,  a quegli altri due specialmente. Senza non potrebbero pulsare, elaborare, sentire. Vivere.

Incurato, trascurato, irriconosiuto. Anonimo. Lo si ricorda, con un certo distacco, solo per gli scarti di tutto il lavoro.

Come gli ignoti operai, formiche tutte uguali, sorreggono il mondo, l’intestino sorregge la vita ed i voli del pensiero, con il suo nutrimento.

Sempre succede che meriti, ammirazione raccoglie, e tutto l’affetto, chi rende evidente la costruzione, oscuro resta chi costruisce. Né riconoscenza, né amore.

21/24 agosto 2026

Ciro Gallo