Libero la tua
umanità dalla persona
io non mi curo
di ciò che tu
sei stato ora
che ti so in mani che
scarsamente hanno
tatto di affetto e
che sei entrato
negli ingranaggi
della malattia
considero anche il
tuo corpo prigioniero
in un letto costretto
da linee in vena
tubi , rilevatori in una
imposta immobilità
con pensieri repressi
che in delirio fuggono
come da te scissi
Libero la tua umanità
guardo il tuo essere,
solo nella solitudine
di ognuno che è il vivere
e ho dolore e spero
nel tuo attaccarti alla vita.
A F’licini.
7 settembre 2026
Ciro Gallo
