Al fratello russo che mi ha sparato

6 Aprile 2022

Non erano armi ciò che portavo in quella borsa

era un po ‘ di cibo qua e là raccattato,

sai è difficile vivere nei rifugi al freddo

senza cibo e con la morte che incombe.

Dici che hai avuto paura e per questo mi hai sparato,

paura di una sporta?!

Hai visto dopo il contenuto? perché allora

mi hai lasciato come nudo per strada?

Come ti ha trasformato   la guerra!

appena ieri mi chiamavi fratello ed anche

adesso sei convinto che faccio parte

della tua stessa genia. Sì, fammi scherzare :

come Caino e Abele.

E ancora perché mi hai legato le mani,

e malamente coperto di terra?

Volevi toglierlo  davanti

nasconderlo agli occhi di Dio

questo tuo atto distruttivo di entrambi?

Ora mi hai lasciato alla mercè

delle intemperie, neanche i cani

ci sono ad annusare il mio cadavere,

anch’essi fuggiti, hanno avuto paura,

solo quegli occhi metallici son rimasti

quelli che moltiplicano ed ampliano

la mia immagine, quelli il cui prevalente

scopo è rendermi un atto d’accusa

e non indurre negli altri ed

anche in te il dolore e la pietà

per il mio corpo martoriato.

Per favore  butta le armi, non vedi

quanti morti ormai ci circondano?

non far sì che possa poi toccare a te

come a migliaia di altri.

Non imbracciare il fucile che

i fornitori di guerra ti hanno dato,

allarga le braccia alla PACE nel ricordo di me.

6 aprile 2022

Ciro Gallo