Sento russare accanto a me
e non guardo,
mi immagino sia mio padre.
Nascondo i miei sensi
avvolti nella sciarpa,
coperti dal cappotto
ed ascolto.
Ed il russare continua
lento e cadenzato, dolce,
a volte lungo e disperato di vecchiaia
ed io mi illudo che sia mio padre
a dormir seduto accanto a me.
Libero l’olfatto ad un’aura
che sappia del suo sudore,
illudo i miei occhi a vedere
una testa bianca
ed un paio di occhiali
con la montatura di osso.
Mi disturba il ricordo
dei capelli neri
di un padre morto giovane.
Cadenzato sembra scomparire il russare.
Reale è l’uomo che
dorme accanto a me
e non è mio padre,
non gli somiglia.
Solo il suo lento e pigro russare
m’avevano ingannato.
anni ’90 (?)
Ciro Gallo
