Ora più non mi dà dolce
il pensiero del tuo corpo
a guardarti così mentre
abbandonata dormi
sempre io temo
Non l’estrema eventualità ma
la malattia dell’altra/o sconvolge.
Si insinua o si appalesa
come improvviso vento
che apre e sbatte le imposte,
lasciando a pezzi ogni cosa.
Sorpresi stentiamo a riaverci
uno sforzo quasi impossibile
il ricomporci. Mai più
i frantumi dell’animo
al posto di prima
instabili qualcuno pronto a cadere
mani non ferme tremanti
cercano di tenerli.
Nessuno specchio rifletterà
l’immagine di prima.
4 aprile 2024
Ad Umberto .
Ciro Gallo
