Archivi: Ottobre 2025

Aforisma

29 Ottobre 2025

Detesto

quelli che

vogliono navigare

con una brezza leggera

ed accettano l’incuria

e la prepotenza del potere

23 settembre 2025

Ciro Gallo

Lettera

Indipendente dalla percezione, esprime la realtà del corpo quella del mondo, la definisce.

Determina l’esserci non solo l’essere verso.

È l’esserci, un abitare, che definisce il mondo. Come l’abitare una casa la definisce casa.

Il mio corpo che già alla nascita è una storia, che durante la vita sviluppa una storia ed anche da morto è una storia

attiva, anche se non creante.

 

Vi scrivo.

Parto e porterò

con me la Bibbia

col suo carico

di violenza e poesia

e farò mie tutte

le lamentazioni

e la dolcezza del

Cantico dei Cantici

ora che la mia

risiede lontana

e rimprovererò Dio

ma non gli imputerò

la mia infelicità

e passo dopo passo

fino alla fine

con la sua lettura

mi lascerò morire

con solo l’angoscia

di restar da morto

alla mercé perché

anche se non vivo

io sarò ancora quel corpo

come lo ero prima.

 

A Edo e Ciro

16 ottobre 2025

Ciro Gallo

A priori

25 Ottobre 2025

Non rivolto a me

è il mesto sorriso

che mi fai

non riguarda

il mio sentirmi

è una assuefazione

una consuetudine

del tempo in comune

difficile vivere

l’a posteriori

tu vivi un a priori

il naturale ego-ismo

dell’uomo

così la mia richiesta

del tuo amore

 

L’a priori è la totale esperienza primordiale dell’uomo, il suo essere primitivo, il principio di sé.

L’a posteriori, il mondo che viene dopo, la cosiddetta esperienza dell’altro, è difficile da vivere perché chiusa dall’io  di ognuno. L’a posteriori che crediamo di vivere è solo una parvenza di essere, un mascherante vestito che nasconde l’a priori

7 ottobre 2025

Ciro Gallo

In cerchi chiudiamo

19 Ottobre 2025

In linee curve,

frastagliate o in

cerchi perfetti

iscriviamo il mondo

il nostro

tutto a noi intorno

ai margini gli altri

per noi si svolge

da noi parte

utilizzabili spettatori

la periferica platea

chiamata  a recitare

una parte quando

necessita la nostra

convenienza

si vive così la propria

opportunità illusoria

cieca di vita.

15 ottobre 2025

Ciro Gallo

Le scarpe con lo scruscio

16 Ottobre 2025

Scruosc, scrusciu, italianizzato scruscio : rumore generalmente leggero.

 

Già dai primi giorni del suo arrivo era rimasto affascinato. Non dai grattacieli, dalle Cadillac, dalle strade spaziose, dal brulicar di gente e dalla diversità di essa.

Capitava, in quel periodo di attesa di un lavoro, che  si spingesse da Harlem, dove era arrivato, fino a Manhattan. Estasiato guardava, immobilizzato come da un incantesimo. Quei signori seduti su quello scranno -cassetta e quelle scarpe lucide, nere,  più della pelle dello shoeshiner. Spostava gli occhi repentini dai movimenti veloci delle mani del ragazzo alle scarpe  sempre più luccicanti. A volte non visto in mezzo alla folla, seguiva qualcuno di quei signori, che scesi dal seggiolone si incamminavano lungo i larghi marciapiedi. Lo guidavano la lucentezza delle  scarpe e soprattutto il rumore di esse.

Succede che, per qualche motivo, per indurimento delle suole, le scarpe emettano dei suoni musicali, quasi un frinire di cicala, ritmici con i passi. Quel rumore lo incantava. Una specie di canto di sirene, un suono di flauto di Hamelin.

Si perdeva. Non esisteva niente. Seguiva il suono fino a quando quello scompariva. Si svegliava,  tornava in sé col forte desiderio di scarpe come quelle.

Era tornato in paese dopo anni. Non vestiva più calzoni e giacca di velluto grezzo e lo scappuccio. Un vestito da sarto ed un cappotto. Di tutto punto. Soddisfatto. Solo delle scarpe ahi lui non lo era. Decise un giorno. Lo conosceva per la sua bravura. Scese dal borgo alto del paese, giù, giù verso la Portella fino a percorrere quasi tutta la  via Gioberti.

La bancarella con gli attrezzi era, come di solito, davanti alla porta del catoio. I due fratelli Nasidd seduti a lavorare. Con apprensione e speranza si avvicinò e si rivolse al maggiore.

Arfien, m’i fasgissi ən per də scarpì?”

“Scì mister Salvatore”.

Ora non era più u zu Turi, era tornato ricco dall’America.

“M’arcumänn iean eassər nar e dusgiant”

“Stai səgur, cchjù nar dû carban”

Dopo una breve pausa con voce da espressione desiderante : “N’eutra prəjera,iean eassər cû scruosc”

Scì , scì, mister Salvatore, cu scrousc!”

Felice  si allontanava u zu Turi ora mister Salvatore.

Mentre quello andava con andatura sollevata dall’aver esaudito  il lungo agognato desiderio, i due  si guardarono occhi tra occhi, Arfien si rivolse al fratello:” A tu ‘Ntunien, ghjə lə sbatuoma dì uovi ‘ntê scarpì pə fer u scruosc?”

Alla fine il rumore delle scarpe lo ottenne. Gli piaceva, gli faceva compagnia quando, nelle serate d’inverno, da solo, faceva la sua passeggiata per le strade deserte del paese.

Si accompagnavano lui, lo scruscio ed il vento che batteva sul bavero del paletot.

 

Traduzione rigo per rigo delle parti in sanfratellano

 

“Alfio, me li faresti un paio di scarpini”

“si mister Salvatore”

“mi raccomando che siano neri lucenti”

stia sicuro neri più del carbone”

un’altra preghiera, devono avere lo scruscio”

sì, sì mister Salvatore con lo scruscio”

ehi, Antonino gliele sbattiamo due uova negli scarpini per fare lo scruscio!”

13 ottobre 2025

Per il  sanfratellano ho chiesto aiuto a Ciro Reitano. Essendo in prosa non poteva essere libero come quello dei miei versi

Ciro Gallo

Pace a Gaza

11 Ottobre 2025

Prima fu la Pace

 

La Pace è assenza

di guerra, non fine di essa

non si chiama pace la

distruzione che ha provocato

la guerra ma sopravvivenza

in una morte perenne

anime in frantumi

si muoveranno tra le macerie

e non crederanno a quelli

che le han massacrate

ed ora decidono che è tempo

di chiamar pace il loro volere

tante volte han percorso

lo stesso obbligato cammino

10 ottobre 2025

Ciro Gallo

I morti poeti di Gaza

10 Ottobre 2025

Muoiono i poeti

quelli scomodi

quelli che denunciano

che gridano la verità

scrivono col sangue

delle ferite che

gli hai inferto

ma tu non puoi

arrestare l’emorragia

del vero, rosso

brillante illumina

ai nostri occhi

la tua bugia ora

non più credibile

ti abbiamo guardato

le mani

muoiono i poeti

quelli scomodi

quelli che tu hai

ucciso perché ci

svelavano la verità

invano

in noi sono ormai

i loro versi.

10 ottobre 2025

Ciro Gallo

Aforisma

8 Ottobre 2025

Ha

la mancanza di cultura

l’arroganza

del giudizio.

8 ottobre 2025

Ciro Gallo

Interrogo

Costantemente

interrogo sempre

lo stesso soggetto

per ricavarne

gli infiniti sensi.

5 ottobre 2025

Ciro Gallo

Credevo

Credevo.

Non aiuta

vivere

lo stesso dolore.

5 ottobre 2025

Ciro Gallo