Sia la poesia il frutto
delle sofferenze e del bello
che la vita ci dà
e, non come di solito,
opera di quell’altro io
che ci abita che,
piuttosto che uscire
allo scoperto e
prendere il comando
il tutto dissociando
come succede ai
più coraggiosi,
emette sommessi
lamenti udibili a stento
da chi ugual sorte si porta
e l’unica insurrezione
la attua quando,
distratti inutilmente
indaffarati o illusoriamente
appagati , ci sorprende
e sferra un colpo di rinuncia
per entrambi mortale.
22/23 ottobre 2021
Ciro Gallo
