Archivi: Novembre 2012

Iene

24 Novembre 2012

“Di fronte alla prevaricazione della troupe televisiva e l’insistenza nel voler porre questioni che nulla avevano a che fare con i temi previsti il ministro Fornero ha dovuto lasciare l’auditorium. Non si può che stigmatizzare simili comportamenti che nulla hanno a che fare col diritto di cronaca».

«Elsa Fornero ha tutta la mia solidarietà» ed è oggetto di «persecuzione».

Povera donna! Come si può prendersela con un ministro “genio incompreso”, che con il suo lavoro ha dimostrato grande competenza tecnica ed è stata in grado, prima al mondo, di mettere d’accordo addirittura confindustria e sindacati nell’apprezzamento ( ??? ) del suo operato. Certo non è simpatica, ma si sa, lo dice anche Conte: “sono antipatico perché vinco!”.

Una prece: « Smettiamola con questi deliri di persecuzione. Ne abbiamo già avuto uno perseguitato da giudici, giornali e chi più ne ha più ne metta . Cominciamo a non poterne più di poveri derelitti tartassati dalla vita, che occupano centri di potere assoluto anche se spesso non ne hanno la competenza. Continuate pure a godere dei vostri privilegi, ma almeno siatene felici! ». Per quanto ci riguarda, riusciremo comunque a vivere la nostra vita, nonostante la vostra esistenza.

Sans Atout

I ministri e la fisica

21 Novembre 2012

Il ministro Severino a scuola non era brava in fisica, ecco perchè ha fatto l’avvocato. Crede a tutte le astruse teorie sulla traiettoria dei gravi e dei proiettili che le propinano. Non va neanche a vedere i video con le scie del fumo, lasciate dai lacrimogeni. Lo vede anche un bambino……! Faccia pure, però non ci propini la lezione con le conclusioni che le fanno leggere.

Quando si dice tecnici!

 

Il dottor Sottile

19 Novembre 2012

Non so se ridere o piangere. No, no, è solo divertente. Sentir dire al “dr. Sottile”, al secolo Giuliano Amato, ex delfino e consigliere di Bettino Craxi (però raffinato !), ricco beneficiario di tre pensioni, sentirgli dire che si’ ad un parlamentare, che ha concluso due legislature, bisognerebbe dare subito il vitalizio e non aspettare i 65 anni, “perchè altrimenti cosa farà “, mi fa sbellicare dalle risate. Proviamo a rispondergli  mantenendo un tono ridanciano: “Magari tornare a fare il lavoro di prima, o semplicemente a lavorare, o frequentare come volontario quelle camere del parlamento che ha disertato quando in carica?!?!

Poi penso ai giovani “autodeportatisi” all’estero, che vorrebbero tornare nel loro paese, che con le lacrime  agli occhi capiscono di non poterlo fare, perchè per loro in Italia non c’è futuro e perchè i posti sono tutti occupati dai figli dei Monti, delle Fornero e degli Amato ( e persino dei nipoti di  “re Giorgio”) e mi viene un rimescolio allo stomaco e lascio uscire tutto l’odio ed il disprezzo che posso!

Ciro Gallo

Oggi ho scoperto.

14 Novembre 2012

Oggi ho scoperto di aver sbagliato tutto, se non di essere stato un cretino. Ho creduto ( me presuntuoso!) di poter essere uno dei “guardiani della repubblica di Platone”. Nel mio specifico, facendo il medico. Ho pensato  che fosse un danno, un insulto morale farsi pagare da chi soffre. Non ho mai ritenuto che la malattia fosse un castigo per qualche nostra colpa. Ero convinto che lo Stato, garante di tutti, avrebbe riconosciuto il mio impegno, la mia intellettualità, spesa per i suoi cittadini, accordandomi la giusta mercede. Tale che “nè mi avanzasse, nè mi rimanesse”. Il giusto! Poi ho visto il mio “giusto” confrontato  con quello dei miei eguali delle altre nazioni, ho constatato quello dei falsi “custodi” ed ho notato che il mio riconoscimento mensile era molto, molto meno di quello degli altri pari , ed una piccola frazione della parcella minima dei tecnici “sofisti”  oggi al governo .

Oggi ho scoperto che io,  dalla mia modesta pensione (d’oro !!!) devo trarre i soldi per risolvere il problema degli esodati, che questi ultimi hanno provocato  con la loro presunzione ed incompetenza, e non loro ed i loro padroni con una patrimoniale!

Ciro Gallo

Bui cieli di Milano, rari quelli di Lombardia

12 Novembre 2012

Rari sono i cieli di Lombardia, scomparsi quelli di Milano. Allora , alla fine degli anni ’60, quando tutti guardavamo alla città come fonte di cultura e serietà, attraverso i suoi cieli stellati, nelle serate limpide e fredde di dicembre, respiravamo con desiderio l’aria del cambiamento. Ci infondevano la speranza di un diverso vivere. La certezza di una tranquillità interiore e di un divenire in armonia sociale. Quei cieli ci spronavano nell’impegno politico, ci ricreavano dalla fatica e lo sforzo. Energia veniva da essi nei momenti più difficoltosi dello studio. Ci ripagavano della solitudine nostalgica, di chi ha abbandonato, strappandole, le proprie radici e dell’apprensione di non avere più una origine. Ci facevano sentire accolti, se non proprio a casa.

Rari sono ora i cileli di Lombardia, di cui non ho più esperienza. Bui quelli di Milano. Nessuna tranquillità, nessuna armonia nasce da essi. Triste il nostro destino. Non più cultura, non più lavoro, non più impegno politico sotto di essi. E soprattutto nessuna speranza! Continue le dinamiche di separazione.

Catatonici assistiamo alla nostra negazione. Illuminati da sempre i palazzi del privilegio, dove ci si bea di cieli artificiali che nascondono, nella loro noncuranza, il buio di fuori.

Ciro Gallo

Cieli di lombardia

9 Novembre 2012

Splendido sole d’autunno. A occidente monti coperti di neve. Bianchi come le nubi che macchiano l’azzurro intenso del cielo di Lombardia “così splendido, così in pace”.
Una pace che non ha senso, perché nulla è cambiato da ieri. Ma oggi l’anima non vuole sentire la tristezza della mente e si ribella, accettando passivamente le dolci sensazioni irragionevoli create da misteriose increzioni endorfiniche con cui la natura, che non riconosciamo più matrigna, ci inganna.
Intuisco allora il motivo per cui, da noi, riescono a sopravvivere ed anzi a proliferare faccendieri, politici e lestofanti di ogni sorta, senza essere lapidati da una folla inferocita, che invece, anestetizzata dalla bellezza che la circonda, dimentica e sopravvive a tutto.

Sans Atout

Una domenica, Salvatore.

6 Novembre 2012

Una domenica verso mezzogiorno, Jean e’ uscito a scrollare le briciole dalla tovaglia. Viviamo al piano terra e, quando non l’ho visto tornare, mi sono affacciata a vedere se fosse successo qualcosa. ‘C’e’ un signore Italiano che chiede dei soldi per un panino’ mi ha detto rientrando. Abbiamo trovato delle sterline spicce, siamo usciti fuori e io (chissa come mai ho pensato dovessi essere io) gliele ho porte.

‘Italiana?’ mi ha chiesto ‘Si’, ‘Di dove?’, ‘Milano’, ‘Ah, io del sud’. Un signore sulla quarantina d’anni, capelli brizzolati, occhi chiari macchiati da uno pterigio, un grosso zaino in spalla. Un’euforia un po’ maniacale, come di chi e’ solo.

‘Come ti chiami?’, ‘Anna’, ‘Piacere, Salvatore’.

‘Sto andando all’internet café’ – dice Salvatore – ‘c’e’ un mio amico che mi lascia stare un’oretta gratis. Sono venuto a cercare lavoro. Ma non c’e niente; e’ dura, non c’e’ proprio niente. Sono disposto a fare tutto, ho il CV’  – fa cenno con la testa verso lo zaino – ‘sono registrato qui, tutto in regola. Ma e’ dura. Ieri sono andato ad un ristorante Italiano, per un posto da insalatiere giu’ in cucina. Una ragazza li’ ha detto che cercavano un insalatiere. Sono andato ho dato il CV il padrone mi dice “by this evening I call you for sure, 24 hours and I call you for sure’ era ieri e non ha chiamato nessuno. Come si fa? E’ dura, non c’e’ lavoro. Ho anche un amico carabiniere qui che mi dice “Salvatore vuoi tornare in Italia? Il biglietto te lo pago io” Mi chiede se voglio tornare in Italia, ma io gli dico “dove torno? Where?” capisci “where”? vuol dire “dove”. Dove torno in Italia? L’Italia e’ finita!’

Salvatore ha ripreso il cammino verso il bar. Noi siamo rientrati, in silenzio, chiudendo la porta dietro di noi, sulla strada Londinese.

L’Italia? L’Italia e’ finita.

Cocca di Mamma

Stramaccioni

4 Novembre 2012

Ebbene, io non voglio essere “politicamente corretto”. Non voglio nascondere quello che sono. Non voglio essere eletto e quindi non cerco voti. Praticamente come i nostri Signori  “tecnici“……! Io sono anti juventino. Lo sono fin da quando bambino ero l’unico tifoso del palermo in mezzo ad una marea di ragazzini tutti della juve . Loro juventini e del messina , io del palermo ed interista.

Londra è stata la città delle mie più grandi gioie calcistiche. La sera che Etòo ha segnato il goal al Chelsea, sotto la curva dove eravamo noi a Stanford Bridge e ieri sera al club Inter di Londra. Zeppo fino all’inverosimile , una curva nord  in piena city. Memorabile, sconfiggere per 3 a 1 la juve a Torino, dopo essere stati sotto  1 a 0 , per un goal fasullo, con arbitri che ci han fatto ricordare i tempi di moggi. E’ stata una vittoria contro la supponenza, contro chi vuole rinnovare il calcio, da gattopardi! Una squadra compatta, caparbia, tenace, messa bene in campo, preparata dal suo allenatore. A si’, Stramaccioni. Devo confessare che all’inizio avevo avuto delle perplessità. Quel nome  che fa pensare ad un pasticcio mal riuscito, quella vocina, quel viso pulitino, gentilino, da bambino educato mi facevano pensare ad un boy-scout. Avrebbe potuto essere la pubblicità ( i piùvecchi ricorderanno) del “formaggino mio”. Poi ho visto la squadra crescere, ho sentito alcune sue risposte ed ho pensato :” formaggino si’,  ma col pepe dentro”. E dopo ieri sera mi son detto :” non nero, ma rosso!”

Ciro Gallo