Il sobrio arlecchino

5 Febbraio 2012

Forse ci siamo! Altri mille miliardi di euro a tasso agevolato dalla BCE alle banche europee. Una fantastica manovra che in realtà non farà che ricalcare le orme della precedente, di 500 miliardi soltanto. Una sirena salvifica, vestita da crocerossina, pronta a immolarsi in aiuto all’economia e le imprese, che sotto l’abito nasconde la sua vera identità di meretrice, in vendita per un pugno di dollari. Già! Perché le banche si sono si’ affrettate a dividersi le spoglie della immeritata preda, ma si sono ben guardate dall’investire i soldi ricevuti sul mercato del lavoro, rischiando pure, ma cercando di dare una solida mano alla ripresa economica! Molto più sicuro investire sui titoli di stato al 6%: cinque punti percentuali all’anno di guadagno netto, senza fare nulla. Vera manna dal cielo. E c’è di più. Grazie all’improvvisa liquidità promessa, i titoli azionari della banche volano in borsa e si tirano dietro tutto il listino. E lo spread, magica parola sconosciuta ai più fino a due mesi fa ed ora prezzemolo di ogni salotto, finalmente cala, rendendo ognuno più felice ed ottimista, senza pensare a chi pagherà veramente il conto. Quel 5% uscito dal cilindro del prestigiatore da dove viene? È ovvio. Viene dalle nostre tasche. Lo paghiamo noi il conto e non il Presidente sobrio, né quello antico ed imparziale. O meglio non soltanto loro. Loro come noi. Con qualche problemino in meno.

A proposito, provi il sobrio Presidente a recarsi in una delle agenzie sue amiche a chiedere un prestito o addirittura un mutuo senza il monotono posto fisso! Gran bella uscita la sua! Complimenti vivissimi.

Tant’è. La sua popolarità è alle stelle. Questo si che è un Presidente del Consiglio serio, finalmente degno della fiducia dei mercati. Sinceramente la cosa non mi sorprende.

Nemo potest duobus dominis servire e chi si è più portati a servire, se non chi ti ha cresciuto, educato e nutrito fino a ieri?

Gaudeamus igitur! Quia homo sine pecunia imago mortis est!

Sans Atout