Archivi: Gennaio 2012

Sindrome lacunare

31 Gennaio 2012

L’ho visto saltellare di gioia, ridere felice davanti al “suo” primo ministro. Mi sono chiesto :” Ma di che cosa puòessere contento dei disoccupati, dei lavoratori che perdono il lavoro, dei giovani a cui viene negato, dei cervelli meritevoli, accolti all’estero, ma che fanno una vita di stenti, di quelli che sarebbero andati in pensione a breve , a cui è stata troncata la vita? Egli che dovrebbe avere la tristezza scritta in volto, come il ruolo imporrebbe, o almeno partecipare alla nostra di condannati incolpevoli!” Poi mi sono ricordato dei sempre più frequenti episodi di commozione, di quasi pianto e mi sono detto:”Ah si’, sarà la Sindrome Lacunare”.

Ciro Gallo
(articoli precedenti, sotto nell’elenco)

Anni di piombo

29 Gennaio 2012

Anni di piombo sono questi in cui…
Le nostre vite sono cadenzate da un numero “primo”, lo Spread .
Le nostre prospettive future sono forgiate dal “Mercato”.
Le riforme “giuste”, che finalmente salveranno il paese, sono decise dal “differenziale di rendimento”.
La politica tace.
Le persone sono spaventate, rese docili dallo spauracchio del “Default”.
L’attacco terroristico questa volta non viene dal cielo o dalle bombe.Il terrorismo oggi è la speculazione finanziaria. Gli attuali “terroristi” non sono stati isolati, non si è mai presa distanza dal loro agire, dalla loro ideologia. Anzi…
Le sorti dei Paesi sono state messe nelle mani di gente che proviene dal loro mondo, che conosce ed applica come Verbo le loro regole.
La Democrazia ormai non c’entra più nulla…non conta più.

 

Alibi e Narciso

24 Gennaio 2012

E se abolissimo alcuni significati dal nostro linguaggio? Se nel nostro vocabolario non trovasse più albergo “alibi”? Essere altrove.

Questo significato situazionale è stato traslato , applicato a fatti e soprattutto a persone. Queste ultime utilizzate strumentalmente, come giustificazione di decisioni e politiche imposte.

“Altrove ( alibi) sono le responsabilità del danno. Noi vi produciamo gli “alibi” che lo attestano”.

Questa èla situazione italiana e la strumentalizzazione da parte della Merkel. Sarkozy nemmeno a menzionarlo.

Hanno “allevato”, compiacenti ed indulgenti del provincialismo, dell’incompetenza e della paranoia, un giullare primo ministro. Usavano il barzellettiere e facevano perdere credibilità al nostro paese, con facile, propagandistica generalizzazione. A frittata compiuta, con ingredienti tedeschi, si ègridato: “Nazione in mare, piena di falle! Cambiare il nocchiero, anzi metterne uno”. Ma quale ? Non uno a loro lontano. Ma il “più tedesco degli italiani”! Chissà perchèpoi tedesco sarebbe meglio di italiano?!!. Se mettiamo a pari la cultura , il che non lo è mai stato nel passato, i due popoli globalizzati si assomigliano. Avete mai visto i tedeschi in vacanza? Una gossolanità tutta “meridionale”.

Ora chi scegliere come sponsor, come nuovo alibi, che, con la “ragione” del ” salvare l’Italia” , potesse con persuasione imporre un uomo che, con tecnicalità, “mettesse a posto i conti”? Eccolo individuato. Il che non sarebbe stato male se….. Se il nostro venerando anziano, con tutte le stereotipie delle persone di età avanzata, non fosse legato ad idee sclerotiche di “salvazione”, talmente incistate dentro di sè, da sentirle parte integrante del proprio corpo. Idee di cui si è pazzamente innamorato e per transizione innamorato di tutto se stesso. Come Narciso.

Peccato che questa passione abbia portato all’annegamento solo degli italiani “ordinari”, quelli dediti alla serietà, chiamati ad ulteriori sacrifici, a perpetuo suffragio della signora Merkel e del Nostro.

Ciro Gallo

Altra polis

17 Gennaio 2012

Svegliati di soprassalto, come da un sonno, dallo sbattere delle imposte, per una intemperie appositamente provocata e nascosta; tutto messo a soqquadro. Atterriti, qualcuno ci terrorizzava, ci colpevolizzava. Sorpresi, stupefatti, assediati da un nemico invisibile, per una guerra da noi mai dichiarata. Dove le nostre colpe?

Voci imperiose, con fare suadente, ci convincevano che noi avevamo approfittato della situazione, che tutti noi dovevamo porre rimedio. Avviliti, interroganti, ci guardavamo dentro ma non trovavamo eccessive responsabilità. Afasiche, per orecchie proditoriamente sorde, le nostre ragioni. Quasi suppliche che ci risparmiassero punizioni non meritate. Meccaniche ed irrazionali le loro figure, distaccate dal nostro esistere, non toccati dalla loro burrasca. Derelitti, desertificati, senza un riparo,costantemente spinti in una illusione di immaginarie distruzioni.

E’ questa dunque la nostra civiltà? E’ questa dunque la nostra polis?

Privati del diritto di cittadinanaza da imperii invisibili, forze disgregatrici di una essenza comune, per un vivere di pochi. No , non è questa la nostra città, il nostro scopo, il desiderio di noi. Colonizzati ai loro voleri, tentano di espropriarci persin del pensiero, vecchi senza canizie, stereotipi scemi della complessità.

No, no, voi non siete i nostri rettori, solo padroni di macerie. Questa distruzione non è la nostra convivenza. No, non è la nostra costruzione. Non è la nostra città. E se anche lo fosse stata, prima della vostra azione, ne edificheremo una nuova , un’altra Polis, in cui vigeranno altre categorie a posto di quelle vostre, vuote e svuotate.  In cui categorie , da noi ritenute universali e da voi camuffate, avranno la giusta declinazione. In cui le parole avranno il giusto significato. In cui nessun sentimento sarà bandito. In cui metteremo al primo posto il risentimento verso di voi, fautori della negazione!

Statevene pure nelle macerie della vostra ricchezza. Non avrete la nostra collaborazione. Impegnati nel nostro ricrearsi personale e collettivo, un cammino di riscoperta della immensa civiltà interiore, che la cultura della vostra politica dell’ egoismo aveva occultato.

Ciro Gallo