Archivi: Marzo 2012

Is Monti fit to lead Italy ?

28 Marzo 2012

Non siamo scesi in piazza, ma abbiamo pensato: “finalmente…..forse”. Non credendo completamente all’uscita di scena di Berlusconi. Qualcuno comunque  ha pensato di dargli ancora una chance. Se non in sella, lo ha rimesso sulla strada. Niente elezioni ma un governo tecnico. Tempo passerà e “the unfit”, l’ inadatto potrà tornare a guidare l’ Italia. Per il momento abbiamo l’uomo in “grigio”, “rigoroso”, tecnico-meccanico con il suo corteo di non molto competenti e simil arroganti ministri. Spicca la d’artagnan, lacrimucciafacile, paccattarafornero. Ma la domanda che, alla luce degli ultimi avvenimenti e della sua politica, ci facciamo e,’ parafrasando il Financial Times : “E’ Monti adatto a guidare l’ Italia o è solo l’ennesimo alibi del potere finanziario?” . Lo spunto ce lo hanno dato le recenti dimissioni del direttore di Goldman Sachs, passate velocemente come acqua sotto i ponti, per come quasi tutta la stampa nazionale ed estera le abbia fatto scivolare via. Perchè?

Il fatto. Il 14 Marzo scorso Greg Smith , executive director and head of the firm’s United States equity derivatives business in Europe, the Middle East and Africa, non uno qualsiasi nella Goldman, lascia la banca  accusandola di essere “morally bankrupt”: bancarotta morale.

Più che un commento alle sue parole  ci sembra molto utile riportare alcune osservazioni scritte sulla lettera, inviata  al New York Times. Egli comincia col dire: “L’ambiente nella banca  è oggi  tossico e distruttivo più di quanto non lo sia mai stato…. l’interesse del cliente continua ad essere marginale nel modo in cui la banca opera e pensa….la banca è troppo parte integrante della finanza globale per agire in quel modo….io sinceramente credo che questo declino nella fibra morale della banca rappresenti un serio pericolo.” E continua: ” Oggi consigliare i clienti  a fare ciò che è giusto per loro, anche se ciò significa meno soldi per la banca, è divenuto sempre più impopolare alla Goldman. Si fa velocemente carriera e si diventa leader se si persuadono i clienti ad investire in stocks ed altri prodotti di cui la banca vuole disfarsi, se si “hunt the elephants”, cioè se si acciuffano i clienti…per commercializzare tutto ciò che porti il massimo profitto alla banca. Ci sono innumerevoli meetings sulla vendita di derivati in cui non un solo minuto è speso per domandarsi come aiutare i clienti. Tutto il tempo è invece usato per carpire loro quanti più soldi possibile. E’ stomachevole sentire gente della banca parlare in maniera rozza di come “rip their clients off” come fregarli, sentire managing directors riferirsi ai loro clienti come “muppetts” , pupazzi, marionette. Nessuna umiltà. Integrità morale erosa”. Alla fine  della lettera Greg Smith si augura e spera che  dalla banca possano essere estirpate le persone moralmente corrotte.

Il prestigio della Goldman Sachs appare, e non da ora,  compromesso se Lord Oakeshott, Liberal democratico, dichiara al Guardian :”Noi sappiamo  che Goldman  si approfitta dei propri clienti….. Il popolo greco ed il resto dell’eurozona ne sanno qualcosa. Ne stanno pagando il prezzo, dopo che Goldman “coocked their books”, ha aiutato cioè a falsificare i bilanci, e la Grecia  è entrata nell’euro ad un insostenibile alto tasso di cambio”. E finisce col dire:” Fino a quando questa cultura non sarà sradicata  Goldman non è “fit” idonea  a ricevere nemmeno un penny dai contribuenti britannici o a dare consigli di qualsiasi specie o in qualsiasi modo al nostro governo”

Ora veniamo  a casa nostra. Il prof. Monti è stato, e forse è tuttora, parte integrante  della Goldman Sachs. Poteva egli non sapere  o al minimo non intuire la degenerazione morale di cui parla Smith? Ha potuto, immacolato, dare il suo contributo alla politica della banca? Ha egli responsabilità nella crisi greca? Può considerarsi integro, non toccato quanto ai danni che la Goldman Sachs avrebbe provocato, ed ergersi  a fustigatore dei nostri lassi costumi e a salvatore dell’Italia?

Is Monti morally fit to lead Italy?  E’  senza macchie per darci lezioni?

Ciro Gallo

NOI CHI ???

26 Marzo 2012

Mario Monti a Seul

“Se il Paese attraverso le sue forze sociali e politiche non si sente pronto per quello che NOI riteniamo un buon lavoro…”

 

Real Estate in Spring

24 Marzo 2012

A Londra è arrivata la primavera. L’aria è tiepida, nei vicoli fioriscono gli alberi. Forse per il tepore, forse per la crisi, con la primavera, oltre ai fiori, nei vicoli si vedono sempre più’ ‘homeless’. I senza-tetto britannici, nascosti in sacchi a pelo; accasciati sotto ai portoni altrui, bottiglia di vino alla mano dalle prime ore del mattino. Con la primavera, ecco fiorire anche il budget di Osborne: fiore del conservatorismo più’ bieco e banale. Cieco (cieco?) all’arido deserto sociale che fortifica.

Mi chiedo, al mattino, tra fiori e poveri, andando al lavoro, come possa il nostro Professore volersi ispirare al modello Britannico? Forse che non abbia passeggiato nelle strade di Londra, tra fiori e diseredati? Poi, come lo schiudersi di un germoglio, mi nasce in testa un pensiero: ma certo! Con 16 case, sicuramente qualcuna la darà a chi casa non ne ha nessuna!

 

Cocca di Mamma

Costi

22 Marzo 2012

Ci siamo trasformati ( ci hanno trasformato..) in esperti di numeri: % di disoccupazione, Pil, debito pubblico, crescita, anzi decrescita, Istat, tasso di sconto… poca matematica in verità, men che meno analitica! Solo numeri da mandare a memoria, che oscillano peraltro ogni giorno.

Siamo dei costi viventi! Non  più esseri umani, donne uomini, persone.. Mi sento   solo un costo per la società. Accidenti, quanto costo!!?? e quanto ho sprecato in questi anni??? Non me ne ero mai accorta… ma quando ho sprecato???

Mi sento in colpa: appartengo alla schiera degli scellerati lavoratori privilegiati, che hanno lavorato negli ultimi 30 anni con uno stipendio fisso , basso è vero, vergognosamente basso se confrontato coi miei colleghi europei, ma FISSO!!!

Sto rubando il futuro di mia figlia e dei suoi coetanei che, qualsiasi lavoro vogliano fare, hanno a che fare con una flessibilità cattiva ( ma l’ho voluta io??), mentre a me vorrebbero ora applicare quella “buona” …in uscita…
I conti non mi tornano, ma non sono mai stata brava in questa disciplina.

Nina.

Tecnici e psicopatologia

20 Marzo 2012

Il padre la svegliava presto, alle 5 del mattino. Anche se riluttante, bambina, lo seguiva al magazzino dell’esercito dove egli faceva l’operaio. Da li’ le mostrava le parate militari. Restava ammaliata dalle marce, dai passi imperiosi e cadenzati. Passava interi pomeriggi nella sua stanzetta, a casa, ad imitarli. Dava ordini imperativi alle bambole di pezza. Il dito alzato , la mano ammonitrice. Cosi’ passava la sua infanzia. Fin quando adolescente fu invasa  da un misticismo zelante. Si sentiva Giovanna D’arco, eroina combattiva. Non le piaceva però l’idea di essere bruciata. Continuava comunque ad esercitarsi al passo marziale, nonostante in momenti di decadenza si sforzasse di sentire al femminile. Tutto comunque si esauriva in breve. Cominciava intanto l’attrazione per i romanzi di Dumas. Paladina, spadaccina, una intensa passione per D’artagnan, in lui si raffigurava. Vestiva e veste ancora con svolazzi, lunghi foulards pendenti dal collo, grandi colletti bianchi barocchi a risvolto sulle giacche, associati al suo passo deciso e scandito a pestar il pavimento.

Ora al potere,seguita non piùda uno stuolo di studenti ma da un codazzo di guardie del corpo, giornalisti, collaboratori/apostoli, mescola tutti i ricordi, mistici e marziali. Si crede Gesù con la sua indispensabilità per l’umano. Crederà di poter camminare sulle acque. Nonostante ciò non riesce a dissimulare bene il suo sadismo. Si immagina vestita di pelle nera attillata, con in mano un frustino, arcigna, a punire il popolo ozioso, privilegiato. Quello che ne approfitta delle pause per tirare un respiro, quello che ambisce ad un lavoro stabile, non flessibile, senza licenziamenti facili ad arbitrio, quello che aveva sperato in un riposo non da miseri ed infelici alla mercè dell’Alzheimer. E gode, ah come gode! Finge , con un sorrisetto stirato, che risalta la voglia punitiva delle sue rughe, un interesse per i giovani.

Lasciate pure che i giovani vadano a lei. Sapranno loro cosa farle!

Ciro Gallo

Privacy

13 Marzo 2012

Bene qui latuit bene vixit ( Ovido – Tristia ).

Più che a Descartes sembra che il detto si addica al nostro ineffabile  garante per la privacy, che, dopo aver contribuito efficacemente alla desertificazione planetaria, costringendoci a firmare innumerevoli moduli che non si capisce chi tutelino, ci nega anche il diritto di essere chiamati per nome, quando sediamo in sala di attesa di un medico.

Il motivo per cui il nostro nome deve essere celato, è forse che la malattia è un crimine, o comunque qualcosa di cui vergognarsi?

In effetti non c’è pudore nell’esporsi con nome e cognome quando partecipiamo ad una competizione sportiva  o quando portiamo in bella evidenza un badge, che ci identifica ad un congresso, o anche semplicemente sul posto di lavoro. La malattia invece stimola il nostro senso del pudore e non vogliamo riconoscerla, prima ancora di farla conoscere agli altri. Ma non ne restiamo immuni, né siamo immortali. Questo è certo e prima o poi il nostro nome sarà iscritto anche su una lapide… A meno che il Garante non riesca ad esorcizzare anche la morte.

Sans Atout

Greci

11 Marzo 2012

Il totale silenzio  è calato sui Greci. Chi il prossimo popolo? I giornali e le televisioni sono ora muti o usano  la bassa voce. Perchè? La Grecia è solo l’ “accordo” con i creditori!

Non essendo un esperto di economia, parola infelicemente bugiarda, che sa di imbroglio, ciò che scriverò risentirà della lettura  di un appello, che gira nelle maggiori università europee, di ciò che ho cercato di capire, ma soprattutto  della mia partecipazione emotiva. Mi si dirà che essere emotional non è da razionali ed è forse da deboli. Bene, voglio essere debole e non razionale! Voglio essere un normale cittadino europeo e quindi anche greco. Mi sforzerò di pensare come i Greci , di immedesimarmi in loro. Non credo mi sarà difficile, vista la comunanza culturale, la comune situazione, in cui ci hanno spinto, la nostra personale prospettiva e la strumentale considerazione che di noi mediterranei hanno nella middle europa. Qualcuno insinua in quei popoli una insana presunzione di certezza e perfezione. Hanno un bel dire i nostri due vati, con qualche vena di maleducazione: “Noi non siamo come la Grecia!” Cosi’ facendocela sentire dietro l’angolo. Non so se volontariamete a mò di ricatto. A questo punto si’, mi è facile immedesimarmi, sentirmi greco. Mi è facile  guardare con impotente tristezza, venata di disprezzo per chi ne è responsabile, ai giovani greci, uno su due è disoccupato, alle 25 mila persone senza tetto che vivono per le strade di Atene, al 30% della popolazione che è sotto la soglia di povertà. Mi è facile sentire pena e dolore per i bambini che le migliaia di famiglie sono costrette a dare in affidamento,per non farli morire di fame e di freddo. Che ricordi avranno nella loro vita questi piccoli esseri, doppiamente innocenti?

I “salvatori” della Grecia, col pretesto che i greci ” non fanno abbastanza sforzi”, impongono un piano di aiuti che è in effetti un piano di occupazione di un paese, che abolisce i diritti costitutivi, intrinseci all’uomo. Un piano  di omissione della democrazia. Ciò che sta succedendo, ciò che è successo in questi ultimi  anni non è una calamità naturale, a cui non si può porre rimedio. Qualcuno lo ha voluto! La soluzione c’era. Anche ora  l’obiettivo non è salvare la Grecia ma guadagnare tempo, per salvare i creitori. E’ facile capire che la Grecia è il laboratorio di un cambiamento  che coinvolgerà tutta l’Europa. Lo scopo è quello di andare verso una società senza welfare: senza diritti sociali, senza servizi pubblici, in cui la salute sarà un privilegio per chi lo potrà acquistare. Una società che ha in sè l’inevitabile eliminazione dei poveri, degli anziani, dei malati, dei portatori di handicap, la parte più vulnerabile della popolazione.  Quelli che resisteranno, che avranno un lavoro, destinati all’impoverimento e alla precarizzazione. Davanti a questo progetto gli imbelli “rappresentanti” del popolo, ovunque nei paesi più colpiti dalla crisi, alzan le mani e ” concedono in dono” la democrazia agli “esperti”, ai banchieri, rappresentanti del potere finanziario. Mantengono comunque entrambi , in maniera pervicace, il monopolio della parola, quindi quello decisionale. Il popolo, la gente, i desideri , le speranze delle persone non contano.Non è più tempo di libere consultazioni, di rendere conto dell’operato. Un regime di verità assoluta!

L’unione europea, solo  unione monetaria,esercitando un potere privo di legittimazione democratica,  sotto il ricatto dell’ “austerità o catastrofe” emette diktats (su lavoro, pensioni, privatizzazioni dei patrimoni di un paese) che sono l’orgoglio di un capitalismo dal volto inumano. Ora ciò che è stato imposto alla Grecia è stato fortemente “consigliato” agli altri PIIGS, quasi tutti paesi mediterranei, che, Italia per prima, cosi’ come sono adesso, non servono più come bacino per esportazioni. Chi si è arricchito ha ora in mente altri mercati. Cosi’, tenere in mente la Grecia, difendere, partecipare, sentirsi Greci non è un gesto di solidarietà, di umanità ma  di presa di coscienza che quanto sopra detto ci riguarda. In gioco c’è la democrazia, il destino del popolo europeo. Per questo  oggi è già tempo, urge demistificare la pressione razzista che attribuisce al supposto carattere di noi mediterranei (“parassitismo, ostentazione, disonestà”) la causa di una crisi, in realtà nata altrove, a fronte  invece di popoli “perfetti”.

 

Ciro Gallo

Ministre d’Italia

7 Marzo 2012

Scelte dagli uomini Primi Ministri in base a parametri maschili.

Prima abbiamo avuto il Primo Ministro maschio tutto fallo, che ha scelto le ministre per le loro evidenti doti e capacità erotico-amatorie.

Ora abbiamo il Professore, grigio economista, che ha scelto le “uome“, cioè quelle  donne che per emanciparsi non trovano di meglio che copiare il modello maschile, negando la loro specificità.

In particolare la “uoma” per le pari opportunità e per il lavoro, tanto vuol prendere le distanze dalle sue compagne di genere che le incastra in un destino di mercato lavorativo senza fine.

Come se le donne non avessero cose da fare ” altre” dal mero lavoro produttivo salariato o dalla loro professione. Come se non fossero ( per scelta e non per condanna di genere!) anche “altro”.

“Altro” che si chiama vita personale, riproduzione, cura, riposo, ozio… tutte dimensioni  fuori dal mercato del lavoro, che sono però parte innegabile  della vita di tutti; ma le “uome”  si sa, vogliono vedere  uomini e donne solo come entità economico-produttive.

A cosa ci servono donne così in politica?

Nina

Aprendemos de Latino America….

4 Marzo 2012

“El arte de nuestros enemigos es desmoralizar, entristecer a los pueblos.
Los pueblos deprimidos no vencen. Por eso venimos a combatir por el país alegremente.
Nada grande se puede hacer con la tristeza.”

ARTURO JAURETCHE