Io ti guardo
e mi appassiona il tuo corpo
ancora felice
che tu non veda
quando i nostri corpi
saranno diventati infelici
evitati questa tristezza
9 agosto 2025
Ciro Gallo
11 Agosto 2025
Io ti guardo
e mi appassiona il tuo corpo
ancora felice
che tu non veda
quando i nostri corpi
saranno diventati infelici
evitati questa tristezza
9 agosto 2025
Ciro Gallo
10 Agosto 2025
Sono stanco di vivere con me stesso.
Mi sdoppio, sono due, ma identici con la stessa forma e lo stesso contenuto, solo che sono separati. Ah, non allarmatevi, non è una dissociazione. Quella io la conosco è mia professione.
Io li vedo come terzo. Indistinguibili l’uno dall’altro, uno, ma separati, vivono gli stessi attimi, la stessa vita.
Senza un motivo, sono d’accordo, contro di me. Di me? Contro di loro! Di me che sono loro. Un lavorio costante, un accanirsi senza risultato. Cercano di annientarmi, trascurando di capire che si rivolgono contro loro stessi. Forse imputano a me l’astrazione, il pormi di fuori, il mio osservare senza spiegazione, o cosa io pensi o faccia di loro in questa fasulla trinità che non riesce a comporre un uno che si senta, che vada d’accordo, che non si stanchi o che accetti di vivere così, senza niente aspettarsi.
Ed in tutto questo il corpo? Un contenitore esterno che loro non considerano a cui non danno importanza. Eppure sarebbe il mezzo di unificazione per tenerli compatti, uniti.
Anch’esso però non è capace di trattenerli, evadono e ripetono, si sdoppiano ed io terzo continuo a vederli, in questo immutabile falso movimento,
Percepirli? Forse concepirli separati. Tutto un mio concettuale frutto.
Uno trino.
E così ogni giorno. Sono stanco di vivere con me stesso.
9 agosto 2025
Ciro Gallo
9 Agosto 2025
Caffè e Roberta De Monticelli.
Ti mando di
primo mattino
Buon sabato…
senza guardarsi intorno
e senza sentire voci.
Leggi,
come leggeresti
per piacer culturale
e non per capire
e vivere il contenuto
sofferenza dà il
vedere ed il capire
si veste di impotenza
il soffrire per gli altri
quando lontani
e noi con le mani nude.
9 agosto 2025
Ciro Gallo
6 Agosto 2025
Forse che
quando avrete finito
di distruggere tutto
e avrete negato
il popolo palestinese
e vi sarete espansi
dal mare al Giordano
vi sentirete liberi e sicuri?
vivrete nell’insicurezza
del vostro essere e
della vostra colpa.
6 agosto 2025
Ciro Gallo
Avete reso
una iperbole
una utopia
una impossibilità
un vero stato di
Palestina
ora tentate di
far diventare
una iperbole
una utopia
una impossibilità
anche il popolo
Palestinese
da tanto avete iniziato
non in questi ultimi anni
e noi siamo rimasti
ed ancora rimaniamo
a guardare ciò voi avete
fatto e continuate a fare
ora vuote voci
per prammatica si levano
neanche per tacitare
la coscienza
solo ad oscurare
le responsabilità e
connivenze
qualcuno dice che
non è il giusto tempo
non per aver capito
che avete fatto diventare
uno stato di Palestina
una iperbole
una utopia
una impossibilità
e noi staremo ad aspettare
che anche il popolo
lo diventi sperando nella
dimenticanza?
6 agosto 2025
Ciro Gallo
4 Agosto 2025
Io lo so
perché tu non
vuoi sentire parole
è perché tanto
è il tuo dolore
che resta senza
effetto, non ha
armi la nostra
sofferenza ed il
nostro vedere
altri sono armati
di un malato volere
forti di un potere sprezzante
Io lo so
che tu non neghi
il tuo dolore, non puoi farlo,
sottende ogni tuo pensiero
l’ impossibilità
oramai non è necessario
parlare e più vedere
pieni sono rimasti gli occhi di ciò
che abbiamo già visto
e dentro viviamo
io lo so
il tuo è dolore
non l’indifferenza
di coloro che non vogliono
scalfita la tranquillità
di un vivere inerte
questi io non giudico
vittime anche loro
dell’arido arbitrio
che ha reso l’altro
privo di significato
4 agosto 2025
Ciro Gallo
3 Agosto 2025
Scrive Eman Abu Zayed
testimonia più grandi sofferenze
Nonostante crediamo le nostre
esser sopra le altre
ci tocca constatare l’evidenza.
Profonde sono quelle
che nascono dentro di noi
peggiori quelle inferte dall’uomo.
Nessun tempo è ora di disquisire,
di fare l’esegesi delle parole
che sia genocidio o
non lo sia, non vedi l’effetto?
le macerie le bombe
i denutriti scheletri
i morti per fame
I bambini come tu sei
stata nella paura
nell’angustia e nel
residuo di speranza
comprendo tu creda
il tuo essere unico
come lo è stato
ma l’unicità è di ogni individuo
che subisce l’ingiusto
ed ingiuste sono le
uccisioni , l’affamare
genocidio è l’annientamento
la distruzione di un popolo
il non considerarlo umano
e tu lo sai, lo hai sperimentato
non cercare distinguo , sottolineature
alza la tua voce contro quelli
che vestono la maschera
del tuo vissuto
denuncia quello che vedi
perché tu hai patito
quello che altri in modo
simile stanno patendo
3 agosto 2025
Ciro Gallo