Cirino,
un solo pregio
ho più di te
io non ho paura
di mostrare la mia
infelicità
tu la nascondi
dietro il tuo
sorriso triste
come già facevi
nei banchi di scuola.
30 aprile 2026
Ciro Gallo
Cirino,
un solo pregio
ho più di te
io non ho paura
di mostrare la mia
infelicità
tu la nascondi
dietro il tuo
sorriso triste
come già facevi
nei banchi di scuola.
30 aprile 2026
Ciro Gallo
[30 Aprile 2026]
Versione modificata
di quella del
5 OTTOBRE 2025
Ti spiego Minerva, così nacque il buio.
All’inizio un piccolo punto si espanse,
deflagrò in un globo, un universo di luce
compatto di miliardi di parti legate,
qualcuna si spense
comparve così il buio
tra le non spente frammisto,
nel chiarore di esso si fecero stelle
compongono insieme di notte
l’infinito del cielo .
26 aprile 2026
CIRO GALLO
[26 Aprile 2026]
Instabile io sono
nel mio essere
come ogni uomo
un Ulisse alla ricerca
con il desiderio di
una dimora ed il dubbio
di averla lasciata dietro
agognando un ritorno
Instabile io sono in questo
mio movimento circolare
non percorsi ha
questo mio viaggio
una unica strada
esso stesso la meta
meta infinita in
cui non è definibile
il primo e l’ultimo passo
18 aprile 2026
Ciro Gallo
[19 Aprile 2026]
A me,
Minerva,
diceva la madre,
la nonna della tua :
“come m’allarga il cuore
questo tuo abbraccio”
quando, bambino,
tenero la cingevo
abbracciami pure tu
tanto è il tuo amore
che a nessuno ruba,
raggiunge il mondo
il tuo abbraccio e
me rasserena e rende
felice e la vita
ne vale la pena.
Allarga il mio cuore
14 aprile 2026
Ciro Gallo
[15 Aprile 2026]
Silenzioso ti so
albero in fiori
e senza vento
oggi neanche
il frinir di cicale
delle tue foglie
come l’altr’anno
bianchi all’anima
si danno come auspicio
contrasto al silenzio
di rumorosi ordigni
che invadono il cielo
concimando di morte
altri luoghi negando
agli uomini di vivere
e agli alberi di fiorire
9 aprile 2026
Ciro Gallo
[9 Aprile 2026]
Strisce di nuvole
rosee che erano
appena state rosse
si alternano con un
confortante sfumato
celeste come un viso
che si rasserena dopo
un accorato pianto
è solo una coincidenza
che sia il cielo di
una mattina di Pasqua.
5 aprile 2026
Ciro Gallo
[6 Aprile 2026]
Grande profondo
a me fondamentale
è l’ amore per te
per un tempo deluso
ora mi mandi Gal Costa
musica che di mattina
nel nostro viaggiar
verso la tua scuola
a lungo abbiamo ascoltato
insieme a quella di Caietano
e di Chico di cui come
richiamo nostalgico
mi regali un libro
rileggo versi miei
“musica brasileiria”
a te dedicati che
finalmente ti mando
5 marzo 2025
[4 Aprile 2026]
Accompagnandoti a scuola
camminando per strada
nuotando nel mare
di Torre del Lauro.
Libere scivolano
invisibili
infelici ferite
rigano il volto
al sentire ancora
la musica brasileira
di Chico
complice del nostro
tenero affetto
che ora ha perso
il suo chiarore.
Smetto di ascoltare,
scendono ancora,
silenziose
tentano di lavare
il dolore.
1 Luglio 2021
[4 Aprile 2026]
Dalla finestra io guardo
il lamento del vento
che chiama gli alberi
a testimoniare il dolore
prefiche sincere
fibrillanti le foglie
si sciolgono i capelli
più forte un movimento,
d’un tratto, come un singulto
di pianto represso
il vento costante
lamenta senza causa
un inesplicabile danno
si increspa il mare
preso dal doloroso
racconto che come
una eco da lontano
gli giunge
dalla finestra del vento
io guardo il lamento
31 marzo 2026
Ciro Gallo
[31 Marzo 2026]
Verde un viottolo
così raccontavano
di punteggianti margherite
solo calpestato da temerari
fanciulli rompeva
l’immobilità della cima
sempre ti han prestato
ed ancora ti prestano
movimento, impressione
ad occhi ammiranti,
le ciaulanti ciaule
con i loro chiassosi
voli giocosi a te intorno
e nel mio ricordo Faccu
che con sue mani distorte
ardiva unico scalare
le pareti per prenderne
una piccola dai nidi
e con pan pisciato avvezzare
avrebbe poi fatto compagnia
con brevi voli per
le ali mozzate ed il suo
solitario ciaà, ciaà
alle intristite strade
del paese evitando
il dileggio scherzoso
di chi la voleva acchiappare
26 marzo 2026
Ciro Gallo
[30 Marzo 2026]