Chiddu ch’ tu mi dai

10 Giugno 2024

Due lingue costituiscono la possibilità del nostro discorso,  quella materna che apprendi immediatamente, che respiri  dalla nascita  e quella che impari a scuola, che ti permette di parlare con tutti, non sempre però  di capire, men che meno ti consente un comunicar profondo. Quello lo puoi fare, in tutte le sue sfumature ,  solo con la lingua madre : il dialetto.

Oggi sento la necessita della “mia prima lallazione“. Pubblico di seguito i miei  ultimi versi in dialetto

 

Chiddu ch’ tu mi dai

jo ti dugnu

e se tu ti voti

di na parti  e

nun mi guardi

jo mi votu dell’autra

e nun ti viru

tu t’alluntani di mia

e jo curru veloci

e chiù luntanu

mi fazzu

tu dici chi me è

la curpa di chiddu

ch’ fai

jo dicu ch’

dipenni tuttu di tia

comu arrivammu a stu

puntu jo nu saccio

anzi bonu u capisciu

e mutu mi staiu

ma chiddu ch’ tu mi dai

jo ti dugnu

22 gennaio 2024

Ciro Gallo

 

[10 Giugno 2024]


Cola

Versione al femminile

diRosa

 

Cola ch’ tinni fai

d’ la me vita

pari ch’ l’accattasti

a lu m’rcatu

amuri tu nun mi dai

mancu p’ nenti

e poi pritenni che

jo cu tia staiu

Cola attentu ch’

jo minni vaiu

e poi tu ch’ ti

senti sicuru

beddu e mafiusu

sulu arristassi

e cu sputazzu

o nasu

28 gennaio 2024

Ciro Gallo

 

[10 Giugno 2024]


Rosa

Rosa ch’ tinni fai

d’ la me vita

pari ch’ l’accattasti

a lu m’rcatu

amuri tu nun mi dai

mancu p’ nenti

e poi pritenni che

jo cu tia staiu

Rosa attenta ch’

jo minni vaiu

e poi tu ch’ ti

senti sicura,

bedda e vistuta

di rasu

sula arristassi

e cu sputazzu

o nasu

22 gennaio 2024

Ciro Gallo

 

[10 Giugno 2024]


L’amuri nun è ogghiu

L’amuri nun è ogghiu

ma rosoliu

‘nta l’ossa ti trasi 

e ‘nta li vini

chiddu t’alliscia

la peddi e dda 

ti lascia

chistu l’abbruscia

comu fussi suli

e ‘ncelu t’ porta

‘nta l’uno e l’autru

jo sacciu a cu vogghiu

tantu rosoliu e sulu

‘ntantichia d’ogghiu

p’ uncirti lu corpu

e farilu ‘nta li 

me mani divintari di

villutu moddu e di 

passioni chinu comu 

se fussi focu 

misu a svampari

Lisci comu ogghiu 

su li to labbra ma

di rosoliu ardenti e duci

sunnu li  to abbrazzi

e li to vasi

26 gennaio 2024

Ciro Gallo

 

[10 Giugno 2024]


Dignità

8 Giugno 2024

Più

dell’ideologia.

 

Io ho votato

si fosse chiamata

Giulia

Eleonora

Giorgia

avrei votato

si fosse chiamato

Giuseppe

Nicola

Pietro

avrei votato

tutt’uno con

la natura della

persona è il

suo rispetto

a nessun uomo

a nessuna donna

può essere tolta

la dignità

nessuno può

essere ridotto

in catene

ho votato

Ilaria Salis

per cercare anch’io

di romperle.

8 giugno 2024

Ciro Gallo

 

[8 Giugno 2024]


Unico e solo

7 Giugno 2024

Camminando tra

gli orti del parco

 

Unico e solo è

quell’inspiegabile 

perdersi

Inaspettata

splendida apparizione

sei stata,

fiore tra i

fiori dell’orto,

di adolescente

innamoramento

mancanza.

7 giugno 2024

Ciro Gallo

 

[7 Giugno 2024]


Non sorprenderti

3 Giugno 2024

Io capisco

la mia fragilità

non mi sminuisce

accettarla.

 

Non stupirti

non stupirti di me

se più non resisto

all’eterno mio spasimo,

anche questo pomeriggio

di un sole nostalgico

uscito discreto dopo

i giorni di pioggia

e la dolcezza dei

cumuli illuminati

bianchi di nubi

non mi rasserenano,

non stupirti  se ad

esso non resisterò

lo ho fatto per

tutti i miei anni

non stupirti se

guardando i volti

di inspiegabile tristezza

di chi vicino sento

io faccio mia la mortificazione

di un dolore senza  colpa

che silenzioso consuma

avvilendo persino il corpo

non stupirti io lo conosco

è da sempre a me compagno.

Non sorprenderti.

 

24 maggio 2024

Ciro Gallo

 

[3 Giugno 2024]


Finzione

2 Giugno 2024

Quella per calcolo

non è finzione

è frode

 

Questo io chiedo

questo io spero

che nessuno si

obblighi alla

umiliazione della finzione

questo io avverso

fingere per

obbedienza o amore

può avere una

sua giustificazione

ma credere alla finzione

reiterarla e darle

il valore di verità

non è atto di umiltà

ma di rinuncia

sempre è odioso

chi ti costringe

a farlo nessuna

considerazione può

sollevarlo dalla

meschinità

21 maggio 2024

Ciro Gallo

 

[2 Giugno 2024]


Sciarrera

1 Giugno 2024

L’etimo degli avvenimenti e soprattutto delle parole è indispensabile per capire la realtà, quella universale e quella minima degli uomini comuni,

Due lingue costituiscono la possibilità del nostro discorso,  quella materna che apprendi immediatamente, che respiri  dalla nascita  e quella che impari a scuola, che ti permette di parlare con tutti, non sempre però  di capire, men che meno ti consente un comunicar profondo. Quello lo puoi fare, in tutte le sue sfumature ,  solo con la lingua madre : il dialetto.

Ci sono parole di esso che non trovano il loro posto nella lingua generale. Il loro significato non può essere reso con un altro vocabolo, con una traduzione. Perdono la corposità  del particolare, dello sfumato, del non detto, che fondamentali sono al nostro comunicare. Una di queste è Sciarrera, parola usata prevalentemente in Sicilia . Di etimo arabo deriva da sciarra, sarrah “ostilità”. Viene tradotta con rissa clamorosa e violenta. Il verbo di derivazione è sciarrare, da cui il sostantivo sciarrera, mettere in rotta, sbaragliare. Ma questa traduzione gli da una valenza  aulica, guerresca.  Niente a che fare con quello che noi bambini intendevamo per sciarriari e quando dicevamo  di qualcuno:”è sciarreri o è sciarrera”. Anche la traduzione più vicina di litigare, attaccar briga lascia qualcosa di scoperto , di inespresso.

Per noi sciarreri o sciarrera era chi, in maniera volontaria e con una certa dose di irrazionalità incontrollata, creava confusione,  rimescolamenti e approfittava di essi per far saltare i termini di un lineare ragionamento, la coerenza   delle regole di un gioco sempre servendosi  di un linguaggio prepotente, che stava appena al di sotto dell’insulto ma che lo sfiorava , lo faceva intravvedere.

Ecco questo fa Giorgia . Cedendo alla sua vera natura si dimostra per quello che è  una vera  fascista  sciarrera.

1 giugno 2024

Ciro Gallo

 

[1 Giugno 2024]


La trombetta dei padroni

31 Maggio 2024

A lui hanno attribuito le sue parole. Come se la voce di Stoltenberg non fosse la voce del padrone.

 

La festa era di quelle grandiose forse di S. Benedetto o dei santi protettori Alfio, Filadelfio e Cirino. Tutto un apparecchio per il paese e soprattutto in chiesa. La bellezza ed il profumo dei fiori si mescolava  al fumo dell’incenso. L’aria era di festa e di fiera allo stesso tempo. Le donne, disposte tutte da una parte, con la veletta in testa, stavano ritte impupate nei loro vestiti, tirati fuori dai cassetti del comò per quella occasione. Gli uomini dall’altra, a capo scoperto, la coppola in mano, col vestito nuovo da sartoria. Qualcuno, persino con la cravatta. I civili in un settore apposito trastullavano il cappello comprato per l’occasione a Palermo.

Piena zeppa era la chiesa, in ogni suo angolo.  Della navata centrale era rimasto un corridoio delimitato dalle sedie aggiuntive. Non si poteva gettare nemmeno “un cocciu di frumentu”. La porta spalancata.

Da essa entrò maestosa la signora, o signurina, come era uso chiamarla. Tutta apparata. Un velo di seta nero le copriva i capelli in un testa fiera e superba. Non guardava nessuno, per questo i suoi occhi incutevano timore e rispetto. Un tailleur dello stesso colore le fasciava il corpo da matrona e teneva a freno l’esuberanza dei fianchi. Incedeva sicura in mezzo a quella folla nella meraviglia di tutti, dietro a far corteo la serva. Quando fu in mezzo al corridoio, quasi giunta al posto a lei riservato, nel silenzio che aveva accompagnato il suo ingresso, un botto maligno rimbombò nella navata .  Sorpresa che ciò fosse successo a lei, con la supponenza di sempre, ingiunse alla serva: ” di che sei stata tu!” E quella semplice, senza malizia, si rivolse ai fedeli che erano rimasti basiti ed esclamò: “ u piritu de la me patruna lu fici jo!”

Ecco le parole  di Stoltenberg  su l’uso di armi nato all’Ucraina in territorio russo non sono sue ma dei suoi padroni. E tutti pronti, come i  compaesani della signora, ad accettare e far finta di credere che egli sia l’artefice del suon della trombetta!

31 maggio 2024

Ciro Gallo

 

[31 Maggio 2024]