Rosso impastato

9 Luglio 2026

Come improvvisa. Luce in quell’androne polveroso, buio e la triste panca su cui ero seduto ad architettura. Splendida studentessa tra le altre. Più di tutte spiccante. Risvegliato, come liberato dall’angoscia mia e del luogo l’ ho vista. Rossa di capelli ricci, lunghi alle spalle. Snella. Esile ma non magra, non alta. Bianca nel viso, qualche lentiggine le ornava gli zigomi. Fugace ristoro di un eros dolce, attrazione senza corpo.

La ho notata anni dopo a Medicina, dove io mi ero trasferito. Diverse volte. Sempre si accompagnava a studenti prossimi alla laurea o a medici appena laureati. Stringeva legami. Cercava di convincere  il momentaneo compagno alla scelta di una specifica specializzazione. Alla impossibilità ed al diniego seguiva sempre la rottura ed un nuovo rapporto.

Uscivo dall’istituto di Psicologia. Là ella stava, seduta su una panchina nei giardini della Guastalla, sfogliava una rivista. Si occupava di moda. Nel tempo non aveva mai smesso di accompagnarsi a medici in fieri, fedele alla sua convinzione. Riconosciutala  mi sono avvicinato. Mi ha invitato a sedermi. Mi è sembrata interessata, non so se a me o alla mia molto prossima laurea. Qualche cosa tra noi accadde durante il suo pressing ed i suoi tentativi  di convincermi a scegliere la specialità da lei desiderata. Vano ogni suo tentativo. Io volevo fare lo psichiatra . Per fortuna poi non lo ho fatto.  L’internista mi era parso più idoneo alla mia speculazione intellettuale.

Scomparve. Sono andata a ercarla a casa. Ho bussato. Un identico è apparso davanti alla porta. La ho salutata. Una asciutta, consueta risposta : “stai cercando mia sorella?!” Era la gemella. Nessuna differenza fisica, solo un piglio ed una sicurezza diversi. Sorpreso imbarazzato, mi sono scusato e sono andato via, scrutandola  per vedere  se tutto fosse vero. Era così finita, come cancellata. Di quelle storie che lasciano appena il ricordo.

Tempo è passato. Io sono rimasto sempre lo stesso con la stessa angoscia. Assorto camminavo  lungo uno dei viali dell’ospedale dove lavoravo. Qualcuno mi chiama:”Ciro” , mi volto , noto una donna che mi si avvicina e mi saluta sorridente, chiamandomi ancora per nome. Dissimulo il mio imbarazzo. La guardo. Poi chiedo ” chi sei?’  Ella di rimando “ma dai Ciro!”. Improvviso quel suono e quel tono  mi ritornarono alla mente.  “Clara?!”  “si ora ci sono  ti riconosco dalla voce!” Aveva coronato il suo sogno . Aveva  finalmente sposato un chirurgo plastico!

Nessuna sorpresa, tante altre persone e di sesso maschile faccio io fatica a riconoscere. Al minimo hanno i capelli tinti di un rosso impastato!.

8 luglio 2026

Ciro Gallo

 

[9 Luglio 2026]


Elenco

29 Giugno 2026

Nessun elenco

io posso fare

come faccio

ad elencare

i miei dolori?

io sono il

mio dolore

contengo in assimilazione

tutti gli altri

in un unico

indeterminato

che non permette

soluzioni né

rimedi di sorta.

29 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[29 Giugno 2026]


Scarabochiar vorrei

28 Giugno 2026

Potessi io non scrivere

e togliermi questa

compulsiva sofferenza

potessi io non pensare

scrutare interpretare

sperare desiderare

eviterei di cercare

risposte che m’illudo

di trovare scrivendo

se evitassi di pormi domande

il mio scrivere forse

diverrebbe il felice

scarabocchiar dei bambini.

24 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[28 Giugno 2026]


Nereide

26 Giugno 2026

Ora son certo

per me ti eri

vestita con velo

d’argento e strie

dorate di raggi di sole

oggi mi hai accolto

accarezzante il mio corpo

e leggero mi trasportavi

nell’eros caldo

delle tue acque

in un dolcissimo obliante

abbraccio che solo

le amanti san dare.

26 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[26 Giugno 2026]


Smentire Dio

Io ti ho visto

quest’alba

in un Eros di pace

ancora non toccato

dal sole placido

in un sonno d’argento

nessun movimento

accompagnava il tuo

impercettibile respiro

nelle tue immobili acque

ho pensato vorrei scioglermi

una mattina come questa

gocce tra gocce ed in esse

continuare  l’infinito

percorso dell’essere

cosí smentire Dio

che mi vorrebbe polvere

tra polvere,

24 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[26 Giugno 2026]


A corona le nuvole sul monte

24 Giugno 2026

Su queste nuvole  bianche 

che oggi  come un saluto

son comparse a meriggio

ha viaggiato la nostra infanzia.

Indelebile dentro ci portiamo

anche in questi giorni la 

ricostruzione del loro ricordo.

Ci pensi Ciro alle stellate del cielo

nel blu scuro sereno delle sera

in un paese silenzioso con

 l’ultimo rumore degli zoccoli delle mule ?

Ai balconi affacciati immagini creavamo

che ancora oggi ci sforziam di afferrare .

A Ciro Reitano

23 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[24 Giugno 2026]


Non piangete

18 Giugno 2026

Non piangete

quando morirò

non piangete

intanto perchê

avrò un’età molto

tarda e non ci

sopporteremo più

insieme io voi e la vita

lo avremo già fatto a lungo

non piangete né ridete

non c’è mai niente

da ridere davanti alla morte

non concediamole alcun

nostro sentimento

di una sola cosa vi prego

non bruciate il mio corpo

perché nonostante morto

esso è una storia anche

se più non la crea

lentamente lasciamola

svolgere nel suo disfacimento

non affrettiamo questo processo

con una vampa in un

forno crematorio.

18 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[18 Giugno 2026]


Non contar l’età né altro

Come se non avessi

altro da fare

 

Innamorati di me

prova

prova a scoprire cosa sia

l’amore che crea sorpresa,

prova ad uscir

dal solco, nel delirio

che altri non hanno

in un tragitto segnato

restano si accontentano

hanno paura del non consueto

costretti si tengono nella

monotonia dell’usato sentire

pavidi non conoscono voli

irregolarità desideri audaci peccati

fuggono la pazzia dell’afflato

senza ragioni, si illudono

di essere vivi

come se non avessi da fare altro

liberati prova l’assurdo

in esso l’amore vivifica

non contare l’età né altro.

2 maggio 2026

Ciro Gallo

 

[18 Giugno 2026]


Canti?

17 Giugno 2026

Fammi sapere

canti perché sei felice?

allora smetti o allontanati

che almeno io non ti senta

accentui la mia infelicità

canti per disperazione?

allora smetti  o allontanati

non farmela sentire

la mia è si grande

che toglie il respiro

mi parli di soldi?!

allontanati, allontanati

preferisco che canti !

11 maggio 2026

Ciro Gallo

 

[17 Giugno 2026]


Vagar solo

Tu sai Massimo

che più nemico

mortale  non ê

il tumore ma

la solitudine in cui 

si resta quando

espletati i nostri

rituali  l’inefficacia

si allea alla morte

presente la vivi 

nella sua sottile

prepotenza in ogni

tuo sentire, cinica

non ti lascia

altro pensiero

in una anticipazione

di essa

Tu sai Massimo

perchê esperto

e per la tua sensibilità

coltiva un residuo 

di speranza a XXX

non abbandoniamolo 

nel suo vagar solo

A Massimo Barberis

30 aprile 2026

Ciro Gallo

 

[17 Giugno 2026]