Umberto tu dici
ma…
Dolce ricordo è
la nostalgia
proficuo il rimpianto
come giunchi ci
fan resistere
alla piena
30 aprile 2025
Ciro Gallo
Umberto tu dici
ma…
Dolce ricordo è
la nostalgia
proficuo il rimpianto
come giunchi ci
fan resistere
alla piena
30 aprile 2025
Ciro Gallo
[30 Maggio 2026]
Più ancora oggi piangono
tutta colpa di quel”torto”
Piangono, ah come piangono!
Sì, sì piangono. Immaginate come piangono! Sorpresi. Loro che non sono mai stati abituati. Sempre incuranti.
Piangono tutt’intorno al catafalco. Non una bara, un morto sorregge ma un torto. Sì un torto!
Come era potuto accadere? Come si eran permessi? Chi aveva avuto l’ardire?
Piangono, ora sono loro a lamentarsi, ad impietosire. Prima gli altri. Ma a loro non interessava che questi si lamentassero. Non faceva né caldo né freddo che gli altri stessero dolenti intorno al “morto”che qualcuno avesse fatto “spirare” per avvantaggiarli. Sprezzanti. Si pianga la “vittima” chi ce l’ha in casa! Nessuno ardisca a pensare mandanti!
Continuano. Lacrime e lai riempiono la stanza. Gli strazi si odono da fuori. Da soli, non hanno avuto bisogno di chiamarle. Le prefiche erano già là, volontarie. Avevano cominciato a cantar lodi per gli afflitti e richiedere scuse già prima che “l’orrendo fatto” si concludesse.
Aggressivi, quasi violenti nel tunnel per pochi, si sono mostrati pacati agli astanti, già attenti e di natura propensi. Con una bonarietà che nascondeva il livore hanno continuato a dire :” Non esiste, non è possibile, non si possono accettare questi fatti, bisogna cambiar registro.” Tutto mascherava il bon ton! Tutti assentivano. Un intonato coro. Uno invitava, chi doveva prendere una decisione, che per la situazione doveva essere necessariamente istantanea, a riflettere, permettersi tempo prima di un provvedimento.Un altro non so se ingenuo, o perché volesse apparire super partes , chiedeva a chi, per sorte, era stato il beneficiato dell’atto, cosa avrebbe fatto lui se si fosse trovato al posto del sanzionato definitivo. E quell’altro con intelligente diplomazia gli aveva risposto: “io, se avessi avuto già una prima sanzione sulle spalle, avrei evitato di dare adito per una seconda”. Ah quanto è rimasto deluso e sorpreso! Bell’anima!
E poi sentire il sommesso, per prassi, lamento, quella voce che parla da sola, lasciando il corpo da parte, come fosse uno spettatore, sempre a farci lezioni di metafisica con discorsi volanti e volatili, che si fatica a capire in quale contesto si inseriscano. Ora dall’alto immateriale disquisisce di morale da quel palazzo, di cotanto passato, che momentaneamente lo ospita.
Sia consentito a questo punto a noi laici, che si pretende essere solidali e forse unirci ai lamenti se non al dolore, di esprimere una considerazione. Ci permetta il metafisico una grossolana digressione psicologica.
Qualsiasi atto, anche quello riflesso è indirizzato all’ottenimento di qualcosa. Ora se io allungo un braccio e lo metto tra me e l’altro, a meno che non abbia una chorea, voglio quanto meno condizionare, creare un impedimento, interrompere una azione. In generale è questo quello che si vuole ottenere. Non ha importanza se sfioro o tocco con maggiore o minore intensità. Nessun atto , neanche quello automatico è privo di un fine. Per dire che, nessuno fa o solo accenna un gesto nella verginità della mente. C’è un intento sempre in chi tocca , accenna e in chi è toccato o ha intuito l’accenno. Entrambi cunning!
Si è dato il caso che chi sarebbe dovuto essere toccato è stato più lesto ad elaborare una risposta vantaggiosa e da perfetto stunt man ha recitato una caduta ruzzolante estremamente verosimile.
Tutto questo detto, in un ambiente in cui difettano le basi elementari dell’educazione, il dito minaccioso di un ‘giovinotto” in faccia all’autorità di quel momento, cosi vicini l’aggressione verbale e gli inevitabili schizzi di saliva, ci permettiamo una nostra valutazione non ipocrita.
Nessun atto angelico, nessuna purezza da una parte. Dall’altra una nuova seconda sanzione sarebbe stata inappuntabile, quindi definitiva. Ma si tratta di coloro che sono stati da lungi beneficiati. Qualsiasi cosa sono sempre in debito e tutti gli altri in credito.
Piangano pure, stiano lamentosi e livorosi intorno al catafalco. Piangano il torto. Come han fatto gli altri.
Ed in tutto questo frastuono c’è una unica vittima che subisce la gogna e paga per essere stata tratta da entrambe le parti in inganno.
17 febbraio 2026
Ciro Gallo
[25 Maggio 2026]
Il dolore individua
Io non vesto
i tuoi panni
immagino le tue
difficoltà
non vivo ma
considero il tuo
smarrimento
in questo sta
l’empatia
non ti esproprio
del tuo dolore
allo stesso modo
lasciami il mio
6 maggio 2026
Ciro Gallo
[8 Maggio 2026]
Mi comparo
e mi vedo
e sono lo stesso
e con lo stesso dolore
dei miei 16 anni
ora che sono giunto
al limite del mio
salire
2 maggio 2026
Ciro Gallo
[8 Maggio 2026]
Nel buio di ognuno
sta l’indovino Tiresia
noi egli interroghiamo
per avere una non risposta
nel buio niente si vede
niente in esso il buio contiene
solo l’oscurità del nostro
inutile interrogare
neanche nella profondità
esiste ciò che cerchiamo
noi siamo il cercante ed il cercato
accecati nella luce del sole
che toglie la vista.
Trovata scritta, circa due anni fa, come commento a” Logos”
di Pino Landonio
Ciro Gallo
[4 Maggio 2026]
In eterno saran
le montagne ?
Brulicano
le erbe del prato
sotto un vento che leggero
ne piega le cime
si staglia di contro
al cielo la vostra
eternità, lontano
più in alto discoste
si tengon le nuvole
considero il mio passare
e penso: forse che
queste stesse erbe
e questi fiori colorati dal sole
saranno per sempre?
senza un sorriso
addormentate mi sembrano
le persone che incontro
con il loro raro buongiorno
1 maggio 2026
Ciro Gallo
[1 Maggio 2026]
Cirino,
un solo pregio
ho più di te
io non ho paura
di mostrare la mia
infelicità
tu la nascondi
dietro il tuo
sorriso triste
come già facevi
nei banchi di scuola.
30 aprile 2026
Ciro Gallo
[30 Aprile 2026]
Versione modificata
di quella del
5 OTTOBRE 2025
Ti spiego Minerva, così nacque il buio.
All’inizio un piccolo punto si espanse,
deflagrò in un globo, un universo di luce
compatto di miliardi di parti legate,
qualcuna si spense
comparve così il buio
tra le non spente frammisto,
nel chiarore di esso si fecero stelle
compongono insieme di notte
l’infinito del cielo .
26 aprile 2026
CIRO GALLO
[26 Aprile 2026]
Instabile io sono
nel mio essere
come ogni uomo
un Ulisse alla ricerca
con il desiderio di
una dimora ed il dubbio
di averla lasciata dietro
agognando un ritorno
Instabile io sono in questo
mio movimento circolare
non percorsi ha
questo mio viaggio
una unica strada
esso stesso la meta
meta infinita in
cui non è definibile
il primo e l’ultimo passo
18 aprile 2026
Ciro Gallo
[19 Aprile 2026]
A me,
Minerva,
diceva la madre,
la nonna della tua :
“come m’allarga il cuore
questo tuo abbraccio”
quando, bambino,
tenero la cingevo
abbracciami pure tu
tanto è il tuo amore
che a nessuno ruba,
raggiunge il mondo
il tuo abbraccio e
me rasserena e rende
felice e la vita
ne vale la pena.
Allarga il mio cuore
14 aprile 2026
Ciro Gallo
[15 Aprile 2026]