Cuori

12 Giugno 2026

Io lo so che tu

hai cuore per

per il mio cuore

ma nell’impossibilità

ti resta solo il tuo

questo a te sembra bastare

nella solitudine la mia

sofferenza e l’assurdo

di quelli che la procurano

o occhi hanno che

non voglion vedere

e che da sempre hanno

solo un cuore

8 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[12 Giugno 2026]


Quotidiano il niente

Di un quotidiano

costante niente

riempio il mio niente

di questo reale

compongo la vita

inevitabili improvvise

extrasistoli fermano

e pausano il percorso

stordito come un

pensiero bruciato

fatue direzioni

innumerevoli

si piazzano davanti

pronte a scomparire

se una ne intraprendi

immobilizzato muovo

passi nello statico

proseguir del niente

sorpresa mi guardi

ti illudi di un viver

concreto non ti accorgi

che insieme viviamo

un inevitabile niente.

10 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[12 Giugno 2026]


Altri

Io non dico

che tu occhi non hai

ciechi essi sono

di uno guardar lontano

costretti al buio  che

in te è sì profondo

frenetico il tuo lavorio

in esso  fisso tu tieni

lo sguardo assenti

gli altri al tuo percepire

nel tuo soffrire permane

ogni tuo desiderio negato

giustifichi con esso ogni cosa

gli altri tu incolpi

di questa tua solitudine

forse ci saranno stati

degli altri

3 maggio 2023

Ciro Gallo

 

[12 Giugno 2026]


Fisicità mediterranea

8 Giugno 2026

“ha bisogno di guardare le vostre labbra

ha bisogno di avere accanto

i vostri corpi .” Kavafis

 

Perché tu lo sappia M 

 

Cento volte ci abbracciavamo

 io e mio padre tutte le volte

 che ci incontravamo 

da poco ci eravamo lasciati 

non era una occasione era 

la festa della condivisione

 cento volte io ricordo 

i suoi baci

tutto mi circondavano 

le braccia  di mia madre

 in una stretta dolce

 come il miele

mi è appartenuta

 e mi porto questa fisica

 felicità mediterranea

6 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[8 Giugno 2026]


Fascine

5 Giugno 2026

Grato io sono a te

Umberto che

con i versi e brani

che mi mandi

fascine di cultura

fornisci al mio

desiderio di sapere,

fino all’ultimo cosí

mantengo acceso

il fuoco della vita

mi scaldo al suo

calore allontano

 il gelo in attesa del suo

immutabile silenzio

5 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[5 Giugno 2026]


Illusoria cerchiamo

Illusoria cerchiamo

una soluzione a

questa mancanza

che è il vivere

scopi vogliamo

per questo da sempre

stato di disequilibrio,

o la stessa incertezza

che chiamiamo vita

ma perché scopi

perché soluzioni

e per qual fine?

non più di altro

noi siamo

nostra punizione è

stato un dono

la parola solo per

creare il disagio

di cercar scopi

fini soluzioni

nella presunzione  del

nostro essere unici

8 maggio 2026

Ciro Gallo

 

[5 Giugno 2026]


Riscoprir Pascoli

2 Giugno 2026

Questo  io ho visto leggendo

                 ” nel campo mezzo grigio  e mezzo nero

                   resta un aratro.”

questo io ho vissuto  

 dal ballatoio della mia casa di campagna

li vedevo, nella valle scoscesa d’avanti,

i buoi tirare l’aratro e l’uomo dietro

e i solchi neri del terreno fumante

e gli uccelli di torno, svolazzanti

atterrare furtivi nel maggese. 

Anche le “Lavandare” al fiume io ho visto

  sciacquar nell’acqua le loro braccia nude.

2 giugno 2026

Ciro Gallo

 

[2 Giugno 2026]


Piena

30 Maggio 2026

Umberto tu dici

ma

 

Dolce ricordo è

la nostalgia

proficuo  il rimpianto

come giunchi ci

fan resistere

alla piena

30 aprile 2025

Ciro Gallo

 

[30 Maggio 2026]


Il torto

25 Maggio 2026

 

Più ancora oggi piangono

tutta colpa di quel”torto

 

Piangono, ah come piangono!

Sì, sì piangono. Immaginate come piangono! Sorpresi. Loro che non sono mai stati abituati. Sempre incuranti.

Piangono tutt’intorno al catafalco. Non una bara, un morto sorregge ma un torto. Sì un torto!

Come era potuto accadere? Come si eran permessi? Chi aveva avuto l’ardire?

Piangono, ora sono loro a lamentarsi, ad impietosire. Prima gli altri. Ma a loro non interessava che questi si lamentassero. Non faceva né caldo né freddo che gli altri stessero dolenti intorno al “morto”che qualcuno avesse fatto “spirare” per avvantaggiarli. Sprezzanti. Si pianga la “vittima” chi ce l’ha in casa! Nessuno ardisca a pensare mandanti!

Continuano. Lacrime e lai riempiono la stanza. Gli strazi si odono da fuori. Da soli, non hanno avuto bisogno di chiamarle. Le prefiche erano già là, volontarie. Avevano cominciato a cantar lodi per gli afflitti e richiedere scuse già prima che “l’orrendo fatto” si concludesse.

Aggressivi, quasi violenti nel tunnel per pochi, si sono mostrati pacati agli astanti, già attenti e di natura propensi. Con una bonarietà che nascondeva il livore hanno continuato a dire :” Non esiste, non è possibile, non si possono accettare questi fatti, bisogna cambiar registro.” Tutto mascherava il bon ton! Tutti assentivano. Un intonato coro. Uno invitava, chi doveva prendere una decisione, che per la situazione doveva essere necessariamente istantanea, a riflettere, permettersi tempo prima di un provvedimento.Un altro non so se ingenuo, o perché volesse apparire super partes , chiedeva a chi, per sorte, era stato il beneficiato dell’atto, cosa avrebbe fatto lui se si fosse trovato al posto del sanzionato definitivo. E quell’altro con intelligente diplomazia gli aveva risposto: “io, se avessi avuto già una prima sanzione sulle spalle, avrei evitato di dare adito per una seconda”. Ah quanto è rimasto deluso e sorpreso! Bell’anima!

E poi sentire il sommesso, per prassi,  lamento, quella voce che parla da sola, lasciando il corpo da parte, come fosse uno spettatore, sempre a farci lezioni di metafisica con discorsi volanti e volatili, che si fatica a capire in quale contesto si inseriscano. Ora dall’alto immateriale disquisisce di morale da quel palazzo, di cotanto passato, che momentaneamente lo ospita.

Sia consentito a questo punto a noi laici, che si pretende essere solidali e forse unirci ai lamenti se non al dolore, di esprimere una considerazione. Ci permetta il metafisico una grossolana digressione psicologica.

Qualsiasi atto, anche quello riflesso è indirizzato all’ottenimento di qualcosa. Ora se io allungo un braccio e lo metto tra me e l’altro, a meno che non abbia una chorea, voglio quanto meno condizionare, creare un impedimento, interrompere una azione. In generale è questo quello che si vuole ottenere. Non ha importanza se sfioro o tocco con maggiore o minore intensità. Nessun atto , neanche quello automatico è privo di un fine. Per dire che, nessuno fa o solo accenna un gesto nella verginità della mente. C’è un intento sempre in chi tocca , accenna e in chi è toccato o ha intuito l’accenno.  Entrambi cunning!

Si è dato il caso  che chi sarebbe dovuto essere toccato è stato più lesto ad elaborare una risposta vantaggiosa e da perfetto stunt man ha recitato una caduta ruzzolante estremamente verosimile.

Tutto questo detto, in un ambiente in cui difettano le basi elementari dell’educazione, il dito minaccioso di un ‘giovinotto” in faccia all’autorità di quel momento, cosi vicini l’aggressione verbale e gli inevitabili schizzi di saliva, ci permettiamo una nostra valutazione non ipocrita.

Nessun atto angelico, nessuna purezza da una parte. Dall’altra una nuova  seconda sanzione sarebbe stata inappuntabile, quindi definitiva. Ma si tratta di coloro che sono stati da lungi beneficiati. Qualsiasi cosa sono sempre in debito e tutti gli altri in credito.

Piangano pure, stiano lamentosi e livorosi intorno al catafalco. Piangano il torto. Come han fatto gli altri.

Ed in tutto questo frastuono c’è una unica vittima che subisce la gogna e paga per essere stata tratta da entrambe le parti in inganno.

17 febbraio 2026

Ciro Gallo

 

[25 Maggio 2026]


Empatia

8 Maggio 2026

Il dolore individua

 

Io non vesto

i tuoi panni

immagino le tue

difficoltà

non vivo ma

considero il tuo

smarrimento

in questo sta

l’empatia

non ti esproprio

del tuo dolore

allo stesso modo

lasciami il mio

6 maggio 2026

Ciro Gallo

 

[8 Maggio 2026]