Archivi: Novembre 2024

L’illusione del tempo

30 Novembre 2024

A metà dei miei giorni

me ne vado

Signore ricordati

che ho camminato davanti

a Te con fedeltà…

Fai anche per me

tornare indietro

di 10 gradi l’ombra sulla

meridiana come per Ezechia

Isaia XXXVIII 1-22

 

 

Io ti vedo

cercar di frenare

il tempo che

ti scivola dalle mani

con la forza della

nostra impotenza

iscritto in noi

è il suo passare

anche ciò che

lo affretta e l’accorcia

falso è il muoversi

del nostro volere

impacciato resta il corpo

pur nel nostro scordarci

da esso irrompe improvviso

arrestando il respiro

come prepotente

paralizzante pensiero

che non lascia spazio

nemmeno al dolore

solo alla resa

Io ti vedo

con ogni mezzo

costringere ed espandere

il tempo che ti sfugge

da te imparo questa

illusione

25 novembre 2024

Ciro Gallo

Il padre di Salvini

29 Novembre 2024

Quannu t’annasci

un figghiu  bucculutu

ammazzalu e vattini

‘ncarciaratu!

Mai  paterna pietà

fu così mal riposta.

16 novembre 2024

Ciro Gallo

Le mani sporche

27 Novembre 2024

Dici

che dichiari una tregua

che momentanea sospende

il tuo assedio

per riempire di armi

i tuoi arsenali

che si sono svuotati

anche per continuare

l’altro

non ne hai di bisogno

dai un occhio

ai luoghi, alle persone

che hai assediato

niente rimane di loro

tutto e tutti hai annientato

molti li hai assassinati

anche per fame

altri mai avranno una vita

ritieniti soddisfatto

della disumanità delle

tue mani sporche

che solo i tuoi complici

non vedono.

27 Novembre 2024

Ciro Gallo

Amaritudo

26 Novembre 2024

Sono in pena

poiché è lui che mi ha fatto questo

il sonno si è allontanato da me

per l’amarezza della mia anima

Isaia.

Il potere annienta

anche chi ama.

 

 

A questa età

mi porto la mia

profonda tristezza

per ordini e regole

incomprensibili a

me  come un

torto sentiti

regole del possesso

e del disporre

un negare vestito

d’ amore sincero,

da me vissuta crudeltà

amaritudo mea amarissima.

 

 

25 novembre 2024

Ciro Gallo

Quello che tu vedi

22 Novembre 2024

Idea

tu ti fai di

me

dal mio aspetto

da quello che

tu vedi

e non penetri

il profondo dei

miei occhi

di questo io soffro

di essere l’altro

che tu mi

attribuisci

22 novembre 2024

Ciro Gallo

Da lontano

20 Novembre 2024

Da una parte e l’altra

della valle ci chiamavamo

rimbombavano, lenti si

perdevano nell’aria

i nostri richiami

fino a scomparire

 

Da lontano

immateriali sono

le voci

parlano senza un

corpo

che pure è da

esse rappresentato

e pronuncia parole

e articola quelle

stesse voci che

si staccano libere

senza più legami

con esso

alla fine negandolo.

19/20 novembre 2024

Ciro Gallo

L’illusione dei colori

16 Novembre 2024

Improvvisi erano ricomparsi. Da tanto o da sempre erano stati là, costretti alla non esistenza come altre parti di me. E non erano quelli, ormai disfatti, che mi aveva legato Abdù, che mi considerava una figura di padre. Lo si vedeva tutte le volte che lo incontravo, davanti al bar magenta, nel sorriso del suo volto e nell’abbraccio che mi dava.

Non aveva famiglia Abdù o, come tutti quelli che han dovuto tentare l’abbandono, ce l’aveva. Ma una famiglia fatta di voci, deformate dalla comunicazione meccanica, disperse nell’aria, lontane, rarefatte. Una famiglia che aveva solo il corpo della lontananza.

Erano là legati al mio braccio, fugaci variopinti arcobaleni di speranze mai realizzate. Coperti ormai dalla cecità ma presenti come tutte le sofferenze. Destino del vivere. Necessità del dover vivere.

Li guardo e mi sembrano estranei nonostante i colori. Non so cosa mi ricordino, che cosa mi vogliano rappresentare. Li tengo,  non li voglio slegare, mi appartengono anche se mi disturbano. Faccio lo stesso con tante altre cose di me immateriali, più destruenti. Mi servono per compattarmi, per resistere in questa parvenza di esistenza.

Resto seduto a scrivere nella mia stanchezza. Mi chiedo come mai mi sia accorto oggi di essi o come mai abbiano voluto attrarre la mia attenzione. I sogni? Forse si sono inseriti nella mia costruzione dei sogni. Ma perché colori  in così angosciosi sogni? Non per darmi sollievo ma per accentuare la tristezza  di quelli. Sempre uguali io li creo al mattino. Risentono dei miei continui risvegli. Dell’angoscia e lo spreco, alla mia età, di desiderare la morte. I vecchi non dovrebbero, questo è privilegio dei giovani che hanno tempo davanti e si possono permettere di giocare con questo desiderio. Serve loro per affermare la vita e sconfiggere gli inevitabili momenti di angoscia.

Abdù non lo vedo da tanto. Non ricordo chi possa avermi legato questi braccialettini, come segni propiziatori di fortuna. Senz’altro al momento in cui mi venivano legati me la ero augurata. Ma la fortuna è una completa dimenticanza.

Oggi la loro ricomparsa non è stato un segno di essa, neanche momentaneo. Solo il richiamo di un vuoto, della perdita persino della benigna menzogna della superstizione.

E resto sempre seduto qui a scrivere e non mi decido a che fare. Li riguardo e li lascio al mio braccio, ora presenti in me e fuori di me. Cerco di fare dei loro colori una illusione.

15 novembre 2024

Ciro Gallo

Anche se da lontano

13 Novembre 2024

Anche se da lontano

mi basta sentire

la tua presenza

per rendermi felice

udir la tua voce

di là da questa stanza

per riempirmi di gioia

oggi per caso e

per recondito mio

desiderio sei qua

a riempire di calore

e letizia la casa.

A Minerva bambina, mio dolcissimo amore

8 novembre 2024

 

Ciro Gallo

Speranza

12 Novembre 2024

È positivo sentimento

la speranza?

sempre è desiderio

di una mancanza

ma ciò che manca

ha valenza di vuoto

che si cerca colmare

sempre la speranza

si lega alla paura

la speranza che qualcosa

avvenga e la paura

che non si realizzi

l’augurarsi che non

accada ed il timore

che invece ci investa

di questo costante

mental lavorio

noi siam fatti di

desiderio/speranza

e di paura

8 novembre 2024

Ciro Gallo

Universale, oscuro il dolore

11 Novembre 2024

Nell’universale dolore

occhi ritagliano solo

il nostro

 

Scavo nel buio sentire

del mio dolore

niente io trovo se non

più oscuro dolore

ho sperato trovar

in questa tenebra

sguardi come luci

se non compassionevoli

almeno attenti

nessuno si accorge

del mio perché

preso dal proprio

ciechi occhi

guardano intorno

ma altri non vedono

rivolti sono al loro

profondo, oscurità

del dolore

7 novembre 2024

Ciro Gallo