Archivi: Dicembre 2020

Giulio Regeni

14 Dicembre 2020

Madre,
considero il tuo cuore
se il mio si è fatto
piccolo piccolo
all’udir le sevizie
di Giulio
e mi par di sentire
le sue grida
i suoi lamenti,
l’abbandono del corpo.
Madre,
ogni altra parola
è retorica al tuo dolore.

12 dicembre 2020

Ciro Gallo

Serpente

12 Dicembre 2020

Presi a prestito, io guardo le donne
con gli occhi mortali di dio.

Dio creò prima Eva dell’uomo. È fu la più perfetta e meravigliosa delle creature, ed egli la vagheggiava nel paradiso terrestre , ed il suo corpo armonioso, i suoi seni rotondi e lisci con la loro areola scura ed il pube venereo oscuravano la beltà dei fiori e la rigogliosità degli alberi. La rimirava e la rimirava, frutto del suo pensiero, e di esso non poteva farne a meno, in maniera compulsiva, se per dio si può dire, sempre presente in lui, quasi a diventare, così come è dio, pensiero. Dio Eva, Eva dio. Ma questo influenzava il su0 potere creativo, lo limitava nell’atto della sua creazione. Identità del creato col creatore. Così la ripartorì, dando a lei però il potere di generare, di portarsi dentro una capacità creativa. La limitò un poco, perché una cosa creata da lui non avesse la superbia di un dio. La fece addormentare, e fu a lei che tolse la costa, e con essa costruì Adamo, perché gli desse ciò che egli le aveva “sottratto” per completarla nella sua creatività. Solo con questo intento, non per altro, lo fece apparire.

Come questo semplice strumento sia poi diventato potente è stato  il vero atto del serpente.

Ciro Gallo

Squadra in paradiso

11 Dicembre 2020

Va bene che tu puoi fare quello che vuoi, ma che gusto ci provi  a ricomprarti sempre i migliori.

Prima Maradona, ora Paolo Rossi. Ma non ti bastavano gli angeli?!

11 Dicembre 2020

Ciro Gallo

Svolazzi

7 Dicembre 2020

Se le letture siano
levatrici o generatrici
del pensiero.

Nascono i miei pensieri
dalle letture
e vagano come
svolazzi
nel chiuso dell’immensità
del mio cielo
che buio, si serve
e si illumina
della luce del fuori
per cercar di rispondere
alle domande che
esso gli pone.

5 Dicembre 2020

Ciro Gallo

Equivalenze

Nesciri in siciliano è equivalente ad uscire in italiano. Ma quanto questi verbi hanno lo stesso significato in una frase strutturata? Per esempio  “è uscito di senno” è uguale a “nesciu pazzu”? Entrambi vogliono dire uscire  da un luogo. Ma mentre il primo è un uscire da sé, un manifestarsi dello sdoppiamento interiore di ognuno di noi, l’altro rivela una  uscita da un luogo fisico, un manifestarsi sociale, un proiettarsi fuori, un rendere evidente ciò che si deve tenere nascosto.

Entrambi vogliono dire che si fan cose reputate “anomale”ma mentre nell’uscir di senno  l’attenzione è  sul ragionare, sull’ operare al di là delle “regole”, nel nesciri pazzu l’accento è posto sulla teatralità dell’uscita, sulla rappresentazione scenica del comportamento, sulla sua espressione tragica, come tragici sono i grandi pazzi: Chisciotte, Orlando , Aiace.

Ciro Gallo