Più ancora oggi piangono
tutta colpa di quel”torto”
Piangono, ah come piangono!
Sì, sì piangono. Immaginate come piangono! Sorpresi. Loro che non sono mai stati abituati. Sempre incuranti.
Piangono tutt’intorno al catafalco. Non una bara, un morto sorregge ma un torto. Sì un torto!
Come era potuto accadere? Come si eran permessi? Chi aveva avuto l’ardire?
Piangono, ora sono loro a lamentarsi, ad impietosire. Prima gli altri. Ma a loro non interessava che questi si lamentassero. Non faceva né caldo né freddo che gli altri stessero dolenti intorno al “morto”che qualcuno avesse fatto “spirare” per avvantaggiarli. Sprezzanti. Si pianga la “vittima” chi ce l’ha in casa! Nessuno ardisca a pensare mandanti!
Continuano. Lacrime e lai riempiono la stanza. Gli strazi si odono da fuori. Da soli, non hanno avuto bisogno di chiamarle. Le prefiche erano già là, volontarie. Avevano cominciato a cantar lodi per gli afflitti e richiedere scuse già prima che “l’orrendo fatto” si concludesse.
Aggressivi, quasi violenti nel tunnel per pochi, si sono mostrati pacati agli astanti, già attenti e di natura propensi. Con una bonarietà che nascondeva il livore hanno continuato a dire :” Non esiste, non è possibile, non si possono accettare questi fatti, bisogna cambiar registro.” Tutto mascherava il bon ton! Tutti assentivano. Un intonato coro. Uno invitava, chi doveva prendere una decisione, che per la situazione doveva essere necessariamente istantanea, a riflettere, permettersi tempo prima di un provvedimento.Un altro non so se ingenuo, o perché volesse apparire super partes , chiedeva a chi, per sorte, era stato il beneficiato dell’atto, cosa avrebbe fatto lui se si fosse trovato al posto del sanzionato definitivo. E quell’altro con intelligente diplomazia gli aveva risposto: “io, se avessi avuto già una prima sanzione sulle spalle, avrei evitato di dare adito per una seconda”. Ah quanto è rimasto deluso e sorpreso! Bell’anima!
E poi sentire il sommesso, per prassi, lamento, quella voce che parla da sola, lasciando il corpo da parte, come fosse uno spettatore, sempre a farci lezioni di metafisica con discorsi volanti e volatili, che si fatica a capire in quale contesto si inseriscano. Ora dall’alto immateriale disquisisce di morale da quel palazzo, di cotanto passato, che momentaneamente lo ospita.
Sia consentito a questo punto a noi laici, che si pretende essere solidali e forse unirci ai lamenti se non al dolore, di esprimere una considerazione. Ci permetta il metafisico una grossolana digressione psicologica.
Qualsiasi atto, anche quello riflesso è indirizzato all’ottenimento di qualcosa. Ora se io allungo un braccio e lo metto tra me e l’altro, a meno che non abbia una chorea, voglio quanto meno condizionare, creare un impedimento, interrompere una azione. In generale è questo quello che si vuole ottenere. Non ha importanza se sfioro o tocco con maggiore o minore intensità. Nessun atto , neanche quello automatico è privo di un fine. Per dire che, nessuno fa o solo accenna un gesto nella verginità della mente. C’è un intento sempre in chi tocca , accenna e in chi è toccato o ha intuito l’accenno. Entrambi cunning!
Si è dato il caso che chi sarebbe dovuto essere toccato è stato più lesto ad elaborare una risposta vantaggiosa e da perfetto stunt man ha recitato una caduta ruzzolante estremamente verosimile.
Tutto questo detto, in un ambiente in cui difettano le basi elementari dell’educazione, il dito minaccioso di un ‘giovinotto” in faccia all’autorità di quel momento, cosi vicini l’aggressione verbale e gli inevitabili schizzi di saliva, ci permettiamo una nostra valutazione non ipocrita.
Nessun atto angelico, nessuna purezza da una parte. Dall’altra una nuova seconda sanzione sarebbe stata inappuntabile, quindi definitiva. Ma si tratta di coloro che sono stati da lungi beneficiati. Qualsiasi cosa sono sempre in debito e tutti gli altri in credito.
Piangano pure, stiano lamentosi e livorosi intorno al catafalco. Piangano il torto. Come han fatto gli altri.
Ed in tutto questo frastuono c’è una unica vittima che subisce la gogna e paga per essere stata tratta da entrambe le parti in inganno.
17 febbraio 2026
Ciro Gallo
