Battiato e le troie

27 Marzo 2013

“Una quantità  di parole che usiamo  di continuo, e crediamo perciò di comprendere in tutto il loro significato, sono in realtà chiare fino in fondo soltanto per pochi privilegiati”(Frederic De Castillon).

Ci sono di converso parole che hanno perso il loro significato originale , acquistandone uno traslato, metaforico. Alla fine le usiamo senza alcun riferimento alla lettera. Tale è l’uso di certe parolacce e/o imprecazioni.

In fine ci sono parole che letteralmente o in senso figurato hanno acquisito un valore omnicomprensivo. E questo è il caso delle “troie di Battiato”.

Non capiamo la sorpresa e l’indignazione. E’ palese che il termine , in senso lato, si riferisse sia agli uomini sia alle donne. Forse avrebbe fatto meglio a parlare di porci. Si sarebbe però persa la  sfumatura del vendersi, del meretricio . Avrebbe forse o senz’altro acquisito la connotazione di chi, volgare, fa i suoi porci comodi. Perchè stupirsi? In parlamento ce ne sono un buon numero di questi : uomini e donne. L ‘istituto e la sede sono sacri, non purtroppo tutti i suoi frequentatori!

Perchè dunque scandalizzarsi della parola piuttosto che della sostanza?

Ciro Gall0