A…h..litalia

9 Agosto 2012

Continuano a chiamarla alitalia. Al tempo della operazione “intelligente” l’hanno chiamata cai. Un nome una garanzia! Funziona, anzi non-funziona come prima. Qualcuno comunque ne ha avuto un vantaggio, non certamente gli utenti.

Oscure/chiarissime sono le ragioni dell’incremento del deficit. Ma questi sono arcani che noi normali viaggiatori (che ormai ci stiamo spostando su altre compagnie) non siamo tenuti a comprendere. Vorremo invece capire il funzionamento del servizio, l’efficienza dello stesso.

Succede che qualcuno di noi sia costretto a viaggiare cai/alitalia. A parte che con grande difficoltà riesci a fare il check-in online,(a volte devi capire che il volo, prenotato alitalia, è operato da sigle consociate) altri piccoli particolari ti danno idea dell’attenzione posta al cliente. Prenoti online, hai un posto assegnato in funzione delle tue necessità fisiche, non hai possibilità tue di fare il web check-in, ti presenti al desk in un aeroporto qualunque, diciamo per esempio Punta Raisi. Al banco ti “accoglie” tra una chiacchera e l’altra dei fatti suoi, una hostess, che ti dice che non può darti il tuo posto. Alla richiesta  del perchè ti risponde : “è bloccato”. Chiedo : “bloccato da chi e perchè?” Risposta omnicomprensiva pilatesca, come se ci fosse un ente superiore imperscrutabile! “Motivi di bilanciamento”. Mentre stampa l’etichetta per un bagaglio mai dato, mi dice :” le posso dare un posto in fondo sempre corridoio”. Acconsento dicendole che a bordo avrei chiesto che fine abbia fatto quello preassegnatomi. “Ecco giusto” ribadisce.

Dopo una discreta attesa in piedi ci imbarchiamo. Sono deciso a non fare polemiche, accettando il “posto corridoio in fondo”, ma a capire si’. Chiedo gentilmente alla hostess ragioni del perchè del cambiamento. Mi da una risposta elusiva deresponsabilizzante.  Nessuna plausibilità! Lascio stare. Arrivo al posto numero 28, con disappunto mi accorgo che non è corridoio, è centrale. Figurarsi,  bloccato in mezzo, con una caviglia fuori posto ed una schiena mal messa, dolorante , senza potere estendere le gambe , nè quasi muovermi. Lo faccio presente allo steward, che subito rimanda la responsabilita a quelli del “bancone”. Lo rassicuro dicendogli che avrei chiesto, alla persona che avrebbe occupato il posto corridoio, la cortesia di cambiare.  Ahimè l’assegnatario è un “rigoroso” nordico, (svedese, finnico?), con in mano un giornale economico con in primo piano la foto di Draghi, che rifiuta, (è suo diritto) e che continua a guardarmi con sufficienza ” dall’alto in basso”, anche se tra me e lui passano almeno venti centimetri. A questo punto interpello lo steward , dicendo che pretendo un posto corridoio. Non risponde. Dopo un pò ritorna e con gentilezza mi invita a pazientare fino a decollo avvenuto dicendomi : “se vuole  si può accomodare alla fila 11 che è completamente vuota” . La mia fila, il mio posto!!!

Ciro Gallo