Pasqua.

6 Aprile 2012

Siamo nella settimana santa ma l’unica via crucis che stiamo percorrendo, è quella delle sequele di notizie finanziario- economiche che il governo dirama, di ora in ora, da diversi paesi e mercati. La loro lettura sostituisce quella dei vangeli. Marco, Matteo, Luca , Giovanni non hanno più voce. Cancellato è ogni riferimento ad “altro” che non siano materiali sacrifici terreni per i poveri cristi di questa terra, fragile e peccatrice ( Italia dal debito pubblico troppo elevato).

Il sottinteso è che i poveri cristi non possano alzare la testa , sperare in una resurrezione o anche solo in un riscatto sociale.La giustizia si sa non è di questa terra e qui bisogna essere concreti…  i mercati dominano. Non scherziamo, non perdiamo tempo!

Lavoriamo, lavoriamo di più e più a lungo (chi può), senza porre condizioni.Rinunciamo al pensiero e  all’orgoglio di esso che fa alzare la testa, che fa  sperare nel meglio, che vorrebbe pensare anche ad “altro”: all’attuazione di sè, allo scopo del proprio esistere, all'”ozio” creativo, al senso religioso del vivere.

la Pasqua in questo contesto terreno, si prospetta mesta e appena abbozzata: poche colombe, poco cioccolato, stiamo in casa, poca benzina…non per tutti si sa! Soprattutto poco Cristo , nessuna trascendenza !

E  la chiesa?Afona, a bassa voce, silenziosa, a volte volontariamente muta. Altre volte si unisce al coro dei “saggi” economisti politici del momento e suggerisce di accettare le nuove regole del lavoro, sacrificio dei poveri cristi . Perchè ..rassegnazione…umiltà….testa bassa..di questo è lastricata la  strada  per il paradiso!

Nina